Estero

Offensiva di terra a Gaza, i tank a Deir al-Balah

L’esercito israeliano ha lanciato per la prima volta una massiccia offensiva terrestre nel cuore della Striscia

Sfollati in marcia per il cibo
(Keystone)
21 luglio 2025
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Sordo agli appelli della comunità internazionale per la fine delle ostilità o perlomeno per mitigare la mattanza di civili a Gaza, il governo israeliano ha lanciato per la prima volta una massiccia offensiva terrestre a Deir al-Balah, nel cuore della Striscia.

Questo nel giorno in cui 25 Paesi, fra cui la Svizzera, hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si chiede "ora" la fine della guerra nella Striscia, un appello bollato dal ministero degli Esteri di Tel Aviv come "disconnesso dalla realtà". "La sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli mai visti prima", recita il documento promosso dal Foreign Office britannico e siglato anche da Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia, oltre che dalla commissaria Ue alla Parità, la belga di origine algerina Hadja Lahbib.

"Il modello di distribuzione degli aiuti del governo israeliano è pericoloso, alimenta l'instabilità e priva i cittadini di Gaza della dignità umana. Condanniamo la distribuzione a goccia degli aiuti e l'uccisione disumana di civili, compresi bambini, che cercano di soddisfare i loro bisogni più elementari, come acqua e cibo", si afferma tra l'altro all'indomani dell'ennesima strage di civili in fila per gli aiuti, oltre 90 i morti nella più sanguinosa dall'inizio del conflitto. Episodi che i 25 Paesi definiscono "orribili". Israele respinge la dichiarazione "disconnessa dalla realtà" affermando che "invia un messaggio sbagliato a Hamas" che "ha iniziato questa guerra e la sta prolungando" ed è "l'unica parte responsabile della mancanza di un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco".

Intanto la guerra continua a mietere vittime: oltre 130 nelle ultime 24 ore, con un bilancio complessivo che si avvicina oramai ai 60mila morti palestinesi. Una tragica conta destinata a crescere, a giudicare dalle testimonianze che hanno descritto i massicci raid aerei a Deir al-Balah dove poi sono avanzati i carri armati per lanciare l'operazione terrestre. Secondo i media israeliani, l'Idf sarebbe convinto che Hamas detiene alcuni ostaggi israeliani nell'area, una delle poche ancora in piedi a Gaza. L'assalto è partito dopo un ordine di evacuazione per le oltre 50mila persone di Deir al-Balah: sale così nel complesso a quasi il 90% il territorio della Striscia sotto controllo o teatro di azioni militari dell'esercito di Israele, stima l'Onu.

19 palestinesi morti per fame nelle ultime 24 ore

La situazione umanitaria è sempre più al collasso: solo nelle ultime ore sono almeno 19 i palestinesi morti per fame, inclusa una bambina di quattro anni. La Caritas avverte che c'è il rischio carestia, mentre l'Onu denuncia un aumento del 40% del prezzo del cibo e ricorda che con i suoi aiuti bloccati fuori dalla Striscia potrebbe sfamare la popolazione per "tre mesi".

A migliaia di chilometri di distanza intanto, le autorità di Bruxelles hanno fermato e interrogato due soldati israeliani sospettati di aver commesso crimini di guerra a Gaza, dopo una denuncia presentata dalla Hind Rajab Foundation e dal Global Legal Action Network (Glan). Sono accusati di crimini di guerra, genocidio, attacchi contro civili, torture e sfollamenti forzati.