Estero

Pedro Sánchez promette di combattere la corruzione nel PSOE

Il premier spagnolo si scusa per gli errori e ribadisce l'impegno a guidare il partito durante la crisi

5 luglio 2025
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"Sono qui con il cuore rotto ma anche con la stessa voglia di affrontare le avversità e superarle. Perché se qualcuno aveva dubbi, noi continueremo ad avanzare, ci faremo carico della situazione" di crisi "e sconfiggeremo la corruzione dentro e fuori il partito socialista". Con queste parole il segretario generale del Partito socialista e premier spagnolo Pedro Sánchez si è rivolto al Comitato federale del PSOE, dove è stato accolto da un applauso, in una riunione cruciale per la rigenerazione del partito di governo.

Nella più grave crisi che attraversa il PSOE per i casi di corruzione che coinvolgono dirigenti socialisti, che sono stati chiave per l'arrivo di Sánchez al potere nel 2018, il premier ha rivendicato "il nostro progetto politico, che vale la pena, come abbiamo dimostrato in 7 anni".

Il premier è tornato a chiedere scusa, "perché mi sono sbagliato, mi sono sbagliato a depositare la fiducia in queste persone", ha ripetuto, nel riferirsi all'ex n. 3 e segretario di organizzazione Santos Cerdán, al suo predecessore ed ex ministro José Luis Ábalos e al consulente Koldo García, incriminati per presunta corruzione e associazione per delinquere in un giro di tangenti su appalti pubblici.

"Non siamo come i corrotti, nessuno tenti di metterci nelle loro fila, questo è un partito di gente onesta, nessuno metterebbe le mani nella cassa", ha detto il segretario socialista.

"Sono cosciente del mio dovere come segretario generale e come presidente del governo di Spagna. Voi mi avete scelto come capitano di questa nave e il capitano non abbandona quando viene il mare grosso, resta per affrontare il temporale, salvare la rotta e arrivare in porto", ha assicurato Sánchez, strappando un applauso all'esecutivo federale del PSOE nel confermare la sua intenzione di non rassegnare le dimissioni, nonostante il partito sia assediato dallo scandalo per corruzione che coinvolge, oltre ad ex dirigenti, persone dell'entourage del premier, fra cui la moglie Begoña Gómez, indagata fra l'altro per traffico di influenze.

"Noi collaboriamo con la giustizia e le forze di sicurezza dello Stato, adottiamo misure immediate rispetto a chi non è all'altezza della fiducia dei cittadini", ha anche detto il segretario socialista.

L'incontro con il Comitato federale a Madrid, previsto questa mattina alle 10.00, è iniziato in ritardo a causa dell'annuncio della rinuncia di Paco Salazar, proposto da Sánchez per occupare uno dei tre posti nella nuova direzione di organizzazione, che sarà guidata da Rebeca Torró. Secondo quanto anticipato dai media iberici, fra i quali "El País" e elDiario.es, la rinuncia di Salazar è dovuta alle polemiche suscitate da accuse di comportamenti machisti.

Prima della riunione del Comitato federale Sánchez si è riunito con il gruppo più vicino dei suoi collaboratori.