La decisione riguarda ex membri del gruppo M-19 e aggrava la crisi diplomatica tra i due paesi
Il capo di gabinetto della presidenza colombiana Alfredo Saade ha confermato che le autorità degli Stati Uniti hanno avviato una procedura di revoca dei visti a tutti i membri del governo di Bogotà che in passato hanno fatto parte del gruppo guerrigliero M-19, tra cui l'attuale presidente Gustavo Petro.
In un'intervista a W Radio, Saade ha sottolineato la decisione "deve essere accettata", rivendicando tuttavia che "le relazioni dovrebbero essere basate sul rispetto" e Petro "è il presidente di 50 milioni di colombiani" e quindi meriterebbe maggiore considerazione. Il procedimento, ha aggiunto "colpisce individui oggi sono entrati legalmente nella vita civile e hanno partecipato alla stesura della Costituzione colombiana".
Si tratta dell'ultimo capitolo di una crisi diplomatica latente tra Colombia e Stati Uniti, innescata all'epoca dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca per le modalità di rimpatrio dei migranti irregolari. Una frattura che nelle ultime ore si è aggravata con il richiamo a Bogotà dell'ambasciatore a Washington, in risposta alla convocazione a Washington dell'incaricato d'affari statunitense a Bogotà, John McNamara, da parte del segretario di Stato americano Marco Rubio dopo quelle che sono state definite "dichiarazioni infondate e riprovevoli" da parte del governo colombiano.
Nel pieno di una polemica interna al ministero degli Esteri colombiano Petro aveva parlato di un presunto complotto contro di lui, accusando un senatore statunitense di essere coinvolto in un piano per estrometterlo dal potere.