Estero

Scandalo di corruzione scuote il Partito Socialista in Spagna

Audio compromettenti coinvolgono l'ex numero 3 socialista e l'ex ministro Ábalos in presunti giri di tangenti

13 giugno 2025
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Il caso di presunta corruzione che sta scuotendo la politica spagnola e che coinvolge direttamente il Partito Socialista (Psoe) di Pedro Sánchez, si arricchisce di un nuovo episodio.

In giornata, infatti, i principali media iberici hanno pubblicato alcuni audio che inguaierebbero i protagonisti della vicenda, tra i quali l'ormai ex numero 3 socialista ed ex fedelissimo del premier, il segretario organizzativo dimissionario Santos Cerdán. Di questi elementi sono entrati in possesso gli inquirenti della Guardia Civil, che ipotizzano possibili giri di tangenti in cambio dell'assegnazione di appalti pubblici.

Molte delle conversazioni pubblicate, e risalenti a periodi che vanno dal 2019 al 2023, sono tra Cerdán e almeno uno dei due principali indagati nel caso, l'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti José Luis Ábalos (2018-2021) e il suo ex stretto collaboratore Koldo García. In alcune, gli interlocutori sembrano parlare in modo esplicito di somme di denaro da spartire.

"Io ho ricevuto 450'000 del primo giro, che sono tre contratti, e 50'000 degli ultimi due contratti, ok? E poi mi hanno dato 70'000 () Questi sono i miei conti, non so se sono anche i tuoi", diceva ad esempio García il 21 gennaio 2021, secondo un audio pubblicato da Rtve. "No, non li so a memoria", rispondeva Cerdán. Pochi minuti dopo, lo stesso Cerdán interrompeva l'interlocutore che continuava a parlare di somme precise. "Koldo, non voglio che tu parli di questo. Non si parla di questo!", esclamava l'ormai ex numero 3 socialista.

Lo stesso Cerdán ha intanto chiesto alla Corte Suprema di essere considerato parte interessata nell'inchiesta. Alla luce di quanto emerso dalle indagini, ieri il giudice lo ha invitato a prestare dichiarazioni spontanee il prossimo 25 giugno: fin quando non rinuncerà formalmente al proprio seggio da deputato, l'ormai ex Psoe non può infatti essere indagato senza l'ok del Congresso.