Il Tribunale costituzionale approva la candidatura del presidente del Senato, favorito nei sondaggi
Il Tribunale costituzionale della Bolivia ha dato il via libera alla candidatura del presidente del Senato, il 36enne Andrónico Rodríguez, alle elezioni presidenziali del paese andino che si celebreranno il 17 agosto. Lo rendono noto i principali media boliviani, precisando che l'ex delfino di Evo Morales, favorito nei sondaggi, sarà il candidato presidenziale della coalizione di sinistra Alleanza Popolare (Alianza Popular).
Quest'ultima è composta dal partito politico boliviano di centrosinistra Movimento Tercer Sistema, dal Partido socialista rivoluzionario di Potosí y dal Movimento autonomista per il lavoro e la stabilità (MATE).
Visto come l'erede naturale di Evo Morales, l'ascesa di Rodríguez a presidente del Senato ha consolidato il suo profilo nazionale e i sondaggi più recenti lo collocano come il favorito alle elezioni del 17 agosto.
Rodríguez è nato nel 1988 nella località di Sacaba, nel dipartimento di Cochabamba, in una famiglia di produttori agricoli del tropico cocalero. Divenne famoso nel marzo del 2019 quando Morales lo citò pubblicamente come uno dei giovani con le credenziali necessarie per guidare in futuro il Movimento al socialismo, il MAS all'epoca guidato dall'ex presidente.
Il 36enne ha dichiarato in un video pubblicato sulle reti sociali di aver preso la decisione di candidarsi alla presidenza dopo aver valutato la "corruzione" nel governo, il "colpo morale" dell'inabilitazione di Morales (escluso ed aver ricevuto il sostegno di oltre un centinaio di organizzazioni sociali.
Due settimane fa il Tribunale supremo elettorale (TSE) aveva confermato che la candidatura di Morales non è stata accettata, dopo che l'ex leader dei "cocaleros" aveva tentato di registrarsi all'ultimo minuto tramite il Partito d'azione nazionale boliviano (PAN-BOL), il quale a sua volta ha perso il suo status legale settimane fa.
Ieri il governo ha annunciato una querela formale contro Morales per terrorismo, istigazione a delinquere, disobbedienza a sentenze giudiziarie, ostruzione del processo elettorale, attentati contro la libertà dei lavoratori e interruzione di pubblico servizio.
In un duro intervento su X il presidente in carica Luis Arce aveva affermato che il vero obiettivo di Morales è imporre "una candidatura incostituzionale" e, in caso di esclusione confermata, "impedire lo svolgimento delle elezioni".