Estero

La Corte Suprema USA sostiene il diritto di Marlean Ames contro la discriminazione inversa

Sentenza unanime elimina requisiti speciali per azioni legali di lavoratori maggioritari in casi di discriminazione

5 giugno 2025
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato ragione a Marlean Ames, impiegata statale in Ohio, che aveva denunciato il proprio datore di lavoro per non averla promossa. La donna, eterosessuale, sosteneva di essere stata vittima di "discriminazione inversa" da parte del suo superiore, un uomo gay, che aveva scelto per la promozione una donna lesbica.

La sentenza, firmata dalla giudice dell'ala progressista Ketanji Brown Jackson e approvata all'unanimità dalla Corte, stabilisce che i lavoratori appartenenti a gruppi maggioritari non dovranno più fornire prove preliminari speciali per poter avviare un'azione legale in un caso di discriminazione, come finora richiesto in alcuni tribunali.

Il caso, in discussione dallo scorso autunno, è arrivato in un contesto politico teso sul fronte della diversità sul lavoro, ma per via della sua natura prettamente procedurale ha visto concordi sia l'amministrazione Biden che l'amministrazione Trump nel chiedere un riesame del precedente approccio da parte dei tribunali coinvolti. La sentenza apre ora la strada ad altre cause simili in altre parti del paese.