Estero

Trump avverte Putin mentre la tensione tra Russia e Occidente cresce

Il Cremlino risponde alle accuse di Trump e critica la Germania per la fornitura di armi all'Ucraina

27 maggio 2025
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Vladimir Putin "sta giocando, col fuoco!". Attraverso il suo social Truth (e ricorrendo al consueto punto esclamativo) Donald Trump lancia un avvertimento al leader russo, dopo averlo già accusato di essere "impazzito" per il fatto di continuare i raid sull'Ucraina.

"Che il presidente Trump dica qualcosa o no, la Russia garantirà la propria sicurezza", afferma il Cremlino, tornando a sostenere che i bombardamenti prendono di mira solo "obiettivi militari" in "ritorsione" per i massicci attacchi di droni ucraini nelle ultime settimane sul territorio della Federazione. "Il nostro presidente ha chiarito che nessuno può usare i droni per creare problemi qui in Russia, se lo fate, sarete puniti", ha avvertito il portavoce Dmitry Peskov.

"Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte", ha scritto Trump. E il Wall Street Journal, citando una fonte a lui vicina, scrive che il presidente Usa starebbe valutando l'imposizione di sanzioni per indurre tra l'altro Mosca ad accettare una tregua di 30 giorni, anche se sembrano escluse misure contro il settore bancario. L'inviato americano Keith Kellogg ha fatto sapere intanto di aver già ricevuto da Kiev la lista delle condizioni ucraine per la pace, e di aspettare ora quelle russe. Ma Peskov ha sostenuto che il processo di pace è "complesso e, naturalmente, c'è bisogno di tempo".

Kellogg ha detto che, una volta messi insieme i documenti delle due parti, potrà svolgersi una nuova tornata di negoziati diretti, forse a Ginevra. Ma la Russia propende per Istanbul, dove una prima sessione si è tenuta il 16 maggio. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ieri ha incontrato al Cremlino Putin e nei prossimi giorni è atteso a Kiev, ha fatto sapere che il suo Paese è pronto a ospitare un nuovo incontro tra le parti.

Sono intanto forti le reazioni di Mosca alle parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale aveva fatto capire che anche il suo Paese, come già fatto da Usa, Gran Bretagna e Francia, ha deciso di togliere le limitazioni alla gittata degli armamenti che fornirà all'Ucraina perché siano utilizzati contro il territorio russo. Se la Germania fornirà all'Ucraina missili a lungo raggio Taurus, essi "bruceranno come fiammiferi", come già avvenuto ai carri armati Leopard, e Berlino "sprofonderà ulteriormente nella fossa in cui si trova da tempo il regime di Kiev che sostiene", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

Oggi, tra l'altro, Merz è tornato sulle sue parole: "la questione della limitazione della gittata delle armi utilizzate ha avuto un ruolo importante qualche mese e qualche anno fa. Per quanto ne so, e come ho riferito ieri, i Paesi che hanno imposto limiti di gittata hanno da tempo abbandonato queste restrizioni", ha spiegato sottolineando che "L'Ucraina deve potersi difendere attaccando basi in Russia". Merz "ha confuso tutti, se non addirittura se stesso", ha commentato Peskov.

Ma se fosse confermata la revoca a qualsiasi restrizione nella gittata delle armi fornite da Berlino a Kiev, sarebbe "una decisione estremamente pericolosa" che farebbe fare "diversi passi verso un ulteriore scontro", ha sottolineato il portavoce di Putin.

La Russia, nel frattempo, ha fatto sapere di avere chiesto un incontro del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per discutere di quelle che definisce "le minacce alla pace e alla sicurezza globali in seguito alle azioni di diversi Paesi europei" che, a suo dire, hanno "ostacolato gli sforzi per risolvere la crisi ucraina".