Estero

Gaza: si dimette secondo dirigente ONG che gestisce piano aiuti USA

27 maggio 2025
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Dopo il direttore esecutivo Jake Wood, anche il capo delle operazioni David Burke lascia la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), la controversa fondazione istituita nei mesi scorsi a Ginevra per gestire il controverso piano di aiuti americani nella Striscia. Lo riporta il "Washington Post", sottolineando che al momento la notizia arriva da fonti informate, senza dichiarazioni di Burke.

Domenica notte, alla vigilia dell'annunciato delle operazioni di distribuzione a Gaza, Wood, un ex marine, aveva invece comunicato le sue dimissioni con una dichiarazione in cui ha definito il piano americano sostenuto da Israele non rispettoso dei "principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza".

Nonostante queste defezioni, la GHF ha annunciato ieri di aver iniziato le sue operazioni "consegnando camion carichi di cibo nei siti di distribuzione sicuri, dove è iniziata la distribuzione alla popolazione di Gaza".

In particolare sono stati recapitati gli aiuti al Secure Distribution Site One, nei pressi del corridoio di Philadelphia lungo il confine tra Gaza e Egitto, con la scorta di contractor armati delle società di sicurezza americane.

John Acree, ex funzionario dell'agenzia statunitense per gli aiuti umanitari USAID, è stato nominato direttore esecutivo ad interim della GHF, un'organizzazione nonprofit registrata in Svizzera e Delaware e sostenuta da USA e Israele, che usa contractor privati armati per proteggere i corridoi di sicurezza decisi dagli israeliani e gli hub per la distribuzione, dove viene consegnato una volta a settimana il cibo alla famiglie che si devono spostare per raggiungere i centri di distribuzione e vengono controllate prima della consegna.

Il sistema è stato duramente criticato dall'ONU, che si è rifiutata di parteciparvi denunciando la militarizzazione degli aiuti umanitari e quella che appare come una copertura di un piano di trasferimento forzato dei palestinesi che verrebbero costretti a spingersi verso il sud della Striscia, dove si prevede che vengano istituiti la maggior parte dei centri di distribuzione.