la guerra in ucraina

‘Negoziati a metà giugno in Vaticano’, ma Mosca frena

Il Cremlino continua a prendere tempo, intanto l’Unione europea introduce nuovi dazi in attesa dell’ennesimo pacchetto di sanzioni

Vladimir Putin
(Keystone)
22 maggio 2025
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Potrebbero tenersi a metà giugno i nuovi negoziati diretti tra russi e ucraini in Vaticano. Questo, almeno, stando alle anticipazioni del "Wall Street Journal". Ma la stessa testata riferisce che il presidente americano Donald Trump, dopo aver parlato lunedì al telefono con il suo omologo Vladimir Putin, avrebbe riferito ai leader europei come il presidente russo non intenda ancora mettere fine alle ostilità.

"È convinto che stia vincendo", sarebbero state le parole del presidente americano. E diversi segnali nelle ultime ore mostrano che effettivamente le forze russe stanno aumentando la pressione sul terreno, facendo ritenere ad alcuni osservatori che sia cominciata la prevista "offensiva d'estate".

Intanto il Cremlino frena: "non ci sono ancora accordi specifici sui prossimi incontri, questo è ancora da definire", ha commentato il portavoce Dimtri Peskov.

Putin: ‘Creiamo zona cuscinetto’

Nel giorno in cui il generale Andrei Mordvichev, decorato come Eroe della Russia per i successi ottenuti nel conflitto, ha assunto l'incarico di nuovo comandante delle forze di terra, Putin ha annunciato che i soldati russi stanno creando una "fascia di sicurezza" lungo la frontiera con l'Ucraina.

KeystoneZelensky con Leone XIV

Un'operazione che, da quello che sembra di capire, dovrebbe comportare l'occupazione di una zona in territorio ucraino per mettere fine ai continui raid, specie con i droni, compiuti dalle forze di Kiev sulle regioni frontaliere russe. Anche nelle ultime ore le autorità locali hanno segnalato un civile ucciso nella regione di Bryansk e uno in quella di Kursk. I feriti sarebbero in totale 17.

Il sito russo di opposizione Meduza scrive intanto che le forze di Mosca "hanno ottenuto i loro primi importanti successi nell'offensiva d'estate" nell'est dell'Ucraina, sfondando le difese ucraine lungo l'autostrada Pokrovsk-Konstantinovka, nella regione di Donetsk, con il probabile obiettivo di puntare a nord verso le città di Kramatorsk e Slovyansk.

Per quanto riguarda i tavoli negoziali, l'unico risultato concreto finora raggiunto, nell'incontro tra delegazioni russa e ucraina il 16 maggio a Istanbul, è stato l'accordo per uno scambio di prigionieri, mille per parte. Kiev e Mosca hanno reso noto di avere ricevuto le liste dei soldati di cui il nemico chiede la liberazione. Il "Wall Street Journal" scrive nel frattempo di aver saputo che anche il segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe presenziare a un nuovo incontro tra le parti a metà giugno in Vaticano.

Sostegno a Kiev anche dagli Usa

Intanto nella riunione dei ministri delle finanze del G7 in Canada, il titolare del dicastero tedesco Lars Klingbeil ha assicurato che anche gli USA hanno confermato di volere continuare ad aiutare Kiev. "È diventato chiaro che all'interno del formato G7 il sostegno continuerà senza modifiche", ha affermato Klingbeil, dopo che in precedenza, secondo Politico, Washington aveva manifestato resistenze a inserire nella dichiarazione finale l'impegno a un "ulteriore sostegno" all'Ucraina ed erano riluttanti a definire "illegale" l'invasione russa.

In serata il ministro dell'economia italiano Giancarlo Giorgetti ha confermato che nel comunicato finale sarà sottolineata una "posizione comune per il sostegno all'Ucraina". Nel sostegno a Kiev ci sarà l'impegno "affinché chiunque abbia fatto affari o favorito la Russia non entri nella ricostruzione dell'Ucraina", ha spiegato.

KeystoneMemoriale per i soldati ucraini morti

La risposta dell’Ue

In attesa delle sanzioni-bazooka che potrebbero colpire il petrolio e le banche di Mosca, l'Ue finalizza una nuova mossa contro Vladimir Putin. Il Parlamento europeo ha infatti dato via libera a nuovi dazi verso i prodotti agricoli e i fertilizzanti russi e bielorussi, completando così l'iter partito dalla Commissione lo scorso gennaio. Non era scontato. Le nuove tariffe, in un contesto di relazioni commerciali a dir poco tempestoso, coinvolgeranno un settore, quello agricolo, che da mesi è in agitazione. Tanto che il voto della Plenaria dell'Eurocamera ha spaccato la maggioranza del governo italiano: Forza Italia ha votato per le nuove tariffe, Fratelli d'Italia si è astenuta, mentre la Lega si é espressa contro.

Le nuove misure

Le misure comporteranno un aumento del 50% delle tariffe su prodotti agricoli di origine russa e bielorussa non ancora soggetti a dazi doganali aggiuntivi. I beni colpiti includono zuccheri, aceto, farina e mangimi. La proposta prevede inoltre un dazio del 6,5% sui fertilizzanti importati dai due paesi, a cui si aggiungono tariffe comprese tra 40 e 45 euro a tonnellata per il biennio 2025-2026. Tali dazi aumenteranno fino a 430 euro per tonnellata entro il 2028. I ricavi delle esportazioni di fertilizzanti da parte di Russia e Bielorussia sono considerati un contributo diretto al finanziamento della guerra russa contro l'Ucraina. E, soprattutto, vanno a colpire uno dei settori dove, nonostante la guerra, Mosca e Minsk potevano ancora puntare sull'export. Nel 2024, secondo i report di Palazzo Berlaymont, le importazioni in Ue di fertilizzanti a base di urea e azoto dalla Russia sono addirittura aumentate in modo significativo. Non è un caso, quindi che il Cremlino non abbia nascosto la sua irritazione. "Gli europei continueranno, come sempre, a darsi la zappa sui piedi", ha sottolineato il portavoce Dmitry Peskov.