Estero

Vladimir Medinsky guida la delegazione russa a Istanbul per i negoziati

Il consigliere di Putin, noto per la sua visione propagandistica della storia russa, torna a Istanbul per trattative

15 maggio 2025
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Per guidare la sua delegazione a Istanbul, il Cremlino ha scelto Vladimir Medinsky: il consigliere di Putin ed ex ministro della cultura accusato di esaltare la storia della Russia in chiave propagandistica, anche per appoggiare l'aggressione militare delle truppe russe contro l'Ucraina.

Medinsky aveva già preso parte alle trattative tra le delegazioni di Russia e Ucraina svoltesi sempre a Istanbul tre anni fa, all'inizio della guerra. E nella città sul Bosforo stavolta il Cremlino lo ha mandato assieme ad altri tre funzionari: il vice ministro degli esteri Mikhail Galuzin, che si occupa dei rapporti di Mosca con i paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI); il vice ministro della difesa Aleksandr Fomin, anch'egli membro della delegazione russa ai negoziati del 2022, che non misero fine alla guerra, e l'ammiraglio Igor Kostyukov, capo dell'intelligence militare russa GRU.

Medinsky è nato in Ucraina nel 1970, in epoca sovietica, ma si è trasferito a Mosca giovanissimo. Ha curato libri per le scuole russe in cui si segue fedelmente la narrazione che il regime del Cremlino fa della storia nazionale, dal crollo dell'URSS all'invasione dell'Ucraina, e secondo l'AFP "ha ripetutamente respinto qualsiasi base storica di uno Stato ucraino".

In uno di questi libri, "Storia militare della Russia", si segue la linea della propaganda di Putin, che - nonostante siano state le truppe russe a invadere l'Ucraina - cerca di descrivere l'aggressione come una guerra di difesa e paragona i combattimenti in Ucraina a quelli tra le truppe naziste e sovietiche nella seconda guerra mondiale.

Medinsky è stato ministro della cultura in Russia dal 2012 al 2020. I giornali allora si occuparono di una controversia legata alla sua tesi di dottorato sulla storia russa, una ricerca che secondo alcuni accademici non soddisfaceva i necessari standard di qualità. Sempre quando era ministro - stando a diversi media - disse di ritenere "patetico che gli adulti leggano fumetti".