Estero

Gaza: media, Witkoff consegna piano americano a ONU

8 maggio 2025
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In un intervento davanti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU l'inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha illustrato la nuova grande iniziativa per Gaza, la Gaza Humanitarian Foundation (GHF): un fondo destinato a riportare gli aiuti nella Striscia attraverso una struttura logistica trasparente, indipendente e neutrale.

Il documento di 14 pagine ottenuto da Ynet prevede la realizzazione di quattro centri di distribuzione per 300'000 persone ciascuno. L'obiettivo è aggirare gli ostacoli che hanno minato la fiducia dei donatori oltre che evitare che gli aiuti finiscano nelle mani di Hamas.

Secondo il piano americano consegnato da Witkoff all'ONU durante un incontro a porte chiuse, la distribuzione avverrà "attraverso canali logistici sicuri, senza alcuna presenza militare (l'IDF non sarà presente nei centri di distribuzione, ma è previsto un coordinamento per garantire l'accesso umanitario) e sotto la supervisione diretta di squadre di sicurezza indipendenti".

Gli aiuti, pacchi alimentari, kit igienici, medicinali e acqua, verranno distribuiti secondo i bisogni e senza discriminazioni. La fondazione prevede di fornire un pacco alimentare per famiglie palestinesi del valore di 65 dollari, contenente 50 pasti completi, consegnato direttamente ai cittadini "a rischio". Ogni centro servirà fino a 300'000 persone, coprendo così in una prima fase 1,2 milioni di abitanti, con possibilità di espansione fino a 2 milioni.

Alla guida della fondazione ci sono esperti con vasta esperienza in operazioni umanitarie e sistemi finanziari. Tra i membri del consiglio direttivo e del team esecutivo figurano Nate Mook (ex CEO di World Central Kitchen), Jake Wood (fondatore di Team Rubicon) e David Beasley (ex direttore del Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU). I controlli saranno affidati a una delle principali società di revisione contabile a livello globale, con supporto legale di uno studio specializzato in diritto internazionale e umanitario.

Il documento sottolinea che l'iniziativa nasce a fronte di crescenti preoccupazioni nella comunità internazionale per la deviazione degli aiuti da parte di gruppi armati, la vendita illegale nei mercati neri e la mancanza di trasparenza da parte delle autorità locali. Pur essendo una fondazione americana, la GHF vuole distinguersi da qualsiasi organismo politico o militare.

I rappresentanti diplomatici del Consiglio di sicurezza hanno criticato duramente la proposta, nel contesto delle accuse globali secondo cui Israele starebbe affamando deliberatamente la popolazione di Gaza. L'inviato statunitense ha ribattuto sottolineando che l'obiettivo è evitare che gli aiuti finiscano nelle mani di Hamas. Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni umanitarie si oppongono al piano e rifiutano di collaborare.