Accordo tra governo e drusi per fermare le violenze a Jaramana
La guerra civile siriana ha registrato un nuovo episodio di violenza con l'uccisione di almeno 14 persone in un sobborgo vicino a Damasco. Gli scontri armati tra fazioni rivali hanno colpito Jaramana, un quartiere controllato da forze druse, dove la tensione era già alta a causa di precedenti incidenti.
Nei giorni scorsi, 11 alawiti erano stati uccisi a Homs da forze governative, e a marzo oltre 1.500 civili dello stesso gruppo religioso erano stati massacrati. Gli attacchi a Jaramana sono stati attribuiti a miliziani sunniti vicini al nuovo governo di Ahmad Sharaa, autoproclamatosi presidente dopo la fuga di Bashar Assad.
Gli scontri sono stati innescati dalla diffusione di una registrazione audio, attribuita a un leader religioso druso, contenente presunte blasfemie contro Maometto. Le violenze sono proseguite per tutta la notte, con 7 miliziani drusi e altrettanti filo-governativi rimasti uccisi.
In serata, un incontro tra rappresentanti del governo e dei drusi ha portato a un accordo per porre fine agli scontri, con la promessa di perseguire i responsabili. Tuttavia, testimoni oculari hanno riferito che le forze filo-governative avrebbero sostenuto le milizie sunnite durante l'attacco.
Intanto, una commissione d'inchiesta sui massacri di marzo è stata prorogata di tre mesi. Secondo il Comitato per i diritti umani in Siria, 62 donne e ragazze alawite sono state rapite da gruppi armati nella regione costiera.
Nonostante l'accordo, la situazione a Jaramana e in altre aree a maggioranza drusa rimane tesa, con la paura di nuove violenze. Alcuni abitanti hanno già lasciato il sobborgo, cercando rifugio altrove.