Estero

Liberties' Media Freedom Report 2025 denuncia la vulnerabilità della Rai alle interferenze politiche

Il rapporto evidenzia la mancanza di trasparenza e l'aumento delle querele temerarie contro i giornalisti in Italia

29 aprile 2025
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Una situazione allarmante sul fronte della Rai, nessuna trasparenza sulle proprietà nel settore dei media, giornalisti ancora sotto attacco soprattutto con le querele temerarie. È il quadro tracciato, per l'Italia, dal Liberties' Media Freedom Report 2025, il quarto redatto da 40 organizzazioni per i diritti umani di tutta l'Ue.

Nel rapporto si evidenzia, in particolare, che nessun passo è stato fatto per l'adozione del Media Freedom Act, la legge europea che stabilisce regole di indipendenza dai governi e autonomia sul fronte della gestione economica per i servizi pubblici.

"Le principali preoccupazioni derivano dall'emittente pubblica Rai e dalle sue strutture di governance e di finanziamento, che attualmente la rendono vulnerabile alle interferenze politiche. I giornalisti della Rai devono affrontare pressioni e autocensure senza precedenti", si legge nel testo, che ricorda il caso della cancellazione della presenza tv di Antonio Scurati nell'aprile del 2024.

Secondo il report, sono stati 130 i giornalisti presi di mira lo scorso anno in Italia, dove viene registrato il maggior numero di querele temerarie. Si ricordano, in particolare, le azioni legali mosse dal ministro Adolfo Urso contro Il Foglio e Il Riformista e dalla ministra Daniela Santanché contro L'Espresso.

Preoccupazione viene espressa in merito alle modalità di finanziamento e alla governance della tv pubblica, oltre che sulle nomine dei direttori, che - si specifica nel testo - sono influenzate dalla politica in contrasto con il Media Freedom Act.

"È davvero avvilente leggere il Report, che ancora una volta presenta un quadro davvero preoccupante per l'Italia - commenta la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia -. Le problematiche legate alla libertà di stampa e all'indipendenza dei media rimangono tutte lì, anzi in certi casi c'è stato un peggioramento". "Bloccare la riforma - prosegue - e tenere in ostaggio la Commissione di Vigilanza significa trascinare il Paese verso un vicolo cieco, sotto gli occhi di un'Europa sempre più attonita".

Alla ripresa dell'attività parlamentare, la prossima settimana, è in programma una nuova seduta della bicamerale per provare ad eleggere il presidente Rai. Difficile che già l'8 maggio possa esserci un'evoluzione della situazione che appare ancora bloccata di fronte alla scelta della maggioranza di proporre Simona Agnes, non gradita all'opposizione.

Qualche tentativo tra i partiti di governo per provare a convincere Forza Italia a desistere sulla sua candidatura pare ci sia stato nell'ultimo periodo, anche perché Fratelli d'Italia preferirebbe che si insidiasse un presidente nel pieno delle sue funzioni, ponendo così fine alla gestione del consigliere anziano Antonio Marano, espressione della Lega.

Il passo che si attende ora dalla maggioranza è la presentazione della proposta di legge per la riforma della Rai in Commissione Ottava al Senato, per ottemperare alle prescrizioni del Media Freedom Act. Il termine, per non finire in procedura d'infrazione, è il prossimo agosto. La minoranza auspica che il testo riprenda lo spirito dei suoi disegni di legge depositati a Palazzo Madama per poter così riavviare il dialogo.