Il leader serbo-bosniaco critica l'UE e sostiene che l'azione militare russa sia giustificata per proteggere i propri interessi
"Contro chiunque si noti un aumento di sostegno popolare, immediatamente scatta la persecuzione giudiziaria. Una cosa che non facevano neanche i comunisti ortodossi", ha detto Dodik, che ha sottolineato il fallimento, a suo dire, dell'Europa, accanita in quelle che ha definito "le torture" contro Calin Georgescu e Marine Le Pen, pari a quelle subite da Donald Trump in America". In Europa, ha detto, oggi "non c'è nessun politico che possa essere considerato un leader". E l'Europa, ha osservato, "si è messa nella posizione di voler fare guerra con la Russia attraverso l'Ucraina, ma non è in grado di imporsi".
Per Dodik, la Russia ha avviato a ragione l'intervento militare poiché erano minacciati i suoi interessi e l'intero Stato russo, ma anche i russi che vivono in Ucraina, dove a loro, dice, "erano stati vietati lingua e scrittura, ed erano stati privati della loro chiesa". "A Odessa - ha affermato - avevano ucciso un gran numero di russi, e non volevano processare i responsabili. Che cosa doveva fare la Russia? Consentire loro di arrivare a Mosca? Naturalmente è stato giusto quello che hanno fatto, e che sotto la guida di un leader geniale quale è Putin tale operazione militare in Ucraina ha mostrato che, nonostante duri a lungo, non è stata motivata da crimini contro i civili. Non vi è stato niente di tutto ciò. Hanno cercato di mettere in scena qualcosa ma non hanno avuto successo". "Perché non accettate la Russia così com'è. Avete distrutto l'Unione Sovietica, e non è bastato, che altro volete? Intendete forse disgregare la Russia e impossessarvi delle sue ricchezze naturali? Ma in Russia vive un popolo organizzato che non lo consentirà", ha detto il leader serbo-bosniaco.