Estero

Matteo Salvini unico candidato alla segreteria della Lega al congresso di Firenze

Il congresso potrebbe estendere il mandato di Salvini fino al 2029 e rinnovare parte del Consiglio federale

4 aprile 2025
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Matteo Salvini non ha avversari, è il candidato unico alla segreteria federale della Lega. Nel fine settimana il congresso di Firenze - le assise che tornano dopo quelle del 21 dicembre 2019 e che saranno presiedute da Giancarlo Giorgetti - potrebbe anzi allungarne il mandato di un anno, fino al 2029.

Si rinnova anche parte del Consiglio federale, di fatto l'organo esecutivo in cui siedono di diritto i segretari regionali e i vicesegretari nazionali e, senza diritto di voto, tra gli altri, i capigruppo parlamentari e i governatori. Per i 22 posti elettivi del Consiglio sono state presentate 32 candidature su cui si voterà nel fine settimana.

In ballo al momento non risultano big del partito. Di sicuro correrà Simone Pillon, ex senatore cattolico, uno degli organizzatori dei Family day e noto per le sue battaglie contro aborto, maternità surrogata e il ddl Zan. Tra i lombardi risultano candidati Fabrizio Cecchetti (ex Radio Padania, a volte in dissenso su unioni civili e biotestamento), Luca Toccalini (coordinatore giovani e deputato), Silvia Sardone (europarlamentare e seconda, per preferenze, a Roberto Vannacci alle ultime Europee) e Simone Bossi (ex senatore e segretario provinciale a Cremona). Tra i veneti si fa il nome di Mara Bizzotto (oggi numero due al Senato) ed Erik Pretto.

Stando alla bozza del nuovo statuto, il segretario potrebbe nominare fino a quattro vice a cui non sarebbe più richiesto il requisito dell'anzianità di militanza, oggi superiore a 10 anni. Anche per questo è circolata l'idea di una 'promozione' del generale Vannacci (in aggiunta agli attuali tre vice Stefani, Crippa e Durigon), ma il partito ha ribadito che al Congresso fiorentino "non ci saranno nomine".

Insomma, ogni decisione è posticipata, anche per l'uomo che alle Europee ha portato 500 mila preferenze. In prospettiva gira la voce di affiancare il generale ai tre già in carica. E in quest'ottica si legge meglio anche la modifica dello statuto del partito. Vannacci al momento non è ancora iscritto formalmente alla Lega. E non è detto nemmeno partecipi al congresso. A domanda specifica su un suo ruolo nel partito ha risposto con un "vedremo" tutto da interpretare. Lo stesso Salvini è rimasto vago sull'iscrizione del generale: "Lo scoprirete solo vivendo. Sicuramente, se qualcuno vuole avere dei ruoli, lo fa da iscritto alla Lega, però questo lo vedrete sabato e domenica a Firenze".

Il congresso, che è il primo da quando è stata liquidata la vecchia Lega Nord, vedrà numerose mozioni sul tavolo, ma dovrebbero essere per lo più documenti programmatici e tematici. Nella fortezza Da Basso sono attesi 725 delegati. Previsti anche ospiti istituzionali e internazionali: al di là dell'ipotesi, prima ventilata e poi smentita, di Elon Musk, la premier italiana Giorgia Meloni potrebbe intervenire con un videomessaggio così come - secondo le attese della Lega - in collegamento potrebbe esserci l'altro vicepremier, Antonio Tajani.

Sempre in video dovrebbero collegarsi Marine Le Pen, Jordan Bardella (leader di Rassemblement national), Viktor Orbán e Geert Wilders. Non faranno mancare il proprio sostegno André Ventura, presidente di Chega e Santiago Abascal, numero uno di Vox. In presenza, invece, tra gli altri, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il segretario generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone. Ed "è la prima volta che una assise di questo tipo - sottolinea la Lega - ospita Confindustria e un sindacato nazionale" fornendo "l'occasione per discutere di lavoro ed economia, temi fondamentali per la Lega". Alla Fortezza Da Basso attesi anche diversi delegati dei partiti sovranisti europei.

Si parte sabato, con il saluto del segretario regionale della Lega in Toscana, Luca Baroncini. Seguiranno gli interventi di segretari regionali, parlamentari europei, il coordinatore dei Giovani, Luca Toccalini i vicesegretari federali, i governatori e i ministri leghisti. Saranno poi illustrate e votate le modifiche allo statuto. Successivamente saranno illustrate le mozioni: ne sono state presentate 17 e tutte tematiche: potrebbero essere votate dopo l'intervento finale e l'elezione del segretario (ma se il segretario le accogliesse tutte sarebbero di fatto 'inglobate' nella sua candidatura).