Estero

I vescovi spagnoli sollecitano la regolarizzazione di oltre mezzo milione di immigrati

Monsignor Arguello si offre come mediatore tra PSOE e PP per sbloccare l'iniziativa legislativa popolare

1 aprile 2025
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I vescovi spagnoli hanno di nuovo chiesto ai principali partiti politici, i socialisti del Psoe e il conservatore Partito Popolare, la regolarizzazione di oltre mezzo milione di immigrati irregolari richiesta in un'iniziativa legislativa popolare presentata oltre un anno fa al Congresso spagnolo con 600.000 firme, alla quale hanno aderito numerose associazioni della Chiesa iberica.

Il presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), monsignor Luis Arguello, nel discorso di apertura dell'Assemblea plenaria dei vescovi, che si celebra questa settimana a Madrid, si è offerto come mediatore fra i partiti perché l'iniziativa possa essere approvata dalle Cortes.

Da oltre un anno l'iniziativa legislativa popolare, ammessa all'esame del Congresso, dopo l'apertura dell'iter per la presentazione di emendamenti è rimasta arenata, a seguito della modifica del Regolamento della attuale legge per gli Stranieri, come ha segnalato Arguello nella conferenza stampa ripresa dai media iberici, fra i quali La Razon.

"Il Regolamento lascerà fuori, in una situazione di limbo giuridico ed esistenziale, migliaia di persone, come ad esempio coloro che non hanno il requisito di due anni di permanenza" in Spagna "o persone che non possono dimostrare inconfutabilmente la loro permanenza durante questo periodo", ha segnalato il presidente della Cee. Che ha fatto anche l'esempio dei tanti immigrati che non hanno potuto ricevere documentazione dai propri Paesi di origine, o dei richiedenti protezione internazionale o di chi ha difficoltà a trovare un lavoro, in mancanza del permesso di soggiorno.

"Davanti alla situazione di queste migliaia di persone, soprattutto bambine, ammalati, lavoratori, che fare? Li espelliamo tutti o affrontiamo il modo di regolarizzare la loro situazione?" ha domandato il prelato.

Arguello si è proposto, quindi, come mediatore fra il Psoe e il Pp, assicurando che un accordo sulla sanatoria sarebbe "un esercizio di rigenerazione democratica".

Oltre alla questione migratoria, il presidente della Cee ha criticato anche la campagna di riarmo europeo e la violazione del diritto internazionale a fronte dei conflitti armati.