Mosca e Kiev si accusano reciprocamente per l'incendio all'impianto di Sudzha, nonostante l'accordo di tregua
Un impianto energetico russo vicino al confine con l'Ucraina, che in passato pompava gas verso l'Europa, è stato incendiato durante la notte in un attacco di cui sia Mosca che Kiev si accusano a vicenda. L'attacco è avvenuto dopo che le due parti si erano dette in teoria d'accordo di sospendere le azioni contro le infrastrutture energetiche.
L'impianto di misurazione del gas di Sudzha si trova nel territorio occupato dalle forze ucraine dopo l'offensiva dello scorso agosto nella regione russa di Kursk, ma nelle ultime settimane le truppe di Mosca hanno ripreso il controllo della maggior parte dell'area.
Il Cremlino ha accusato le forze ucraine di aver colpito l'impianto sostenendo che attacchi di questo tipo dimostrano quella che, secondo il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitri Peskov, sarebbe "l'inaffidabilità" del governo ucraino. "È quindi evidente quanto possiamo fidarci delle parole di Zelensky e di altri rappresentanti" di Kiev, ha detto con sarcasmo Peskov.
L'Ucraina respinge le imputazioni e, stando a quanto riporta l'"Ukrainska Pravda", il comando delle forze di Kiev ha a sua volta accusato Mosca di aver colpito la stazione di pompaggio di gas di Sudzha per "screditare" l'esercito ucraino.