Estero

L'Italia celebra la Repubblica: come nasce la festa del 2 giugno

In questo giorno del 1946 gli italiani scelsero col referendum, prima votazione a suffragio universale, di passare dalla monarchia allo Stato repubblicano

La giovane Anna Iberti nella foto divenuta simbolo del referendum istituzionale
(Federico Patellani/Museo di fotografia contemporanea)
2 giugno 2024
|

Oggi, 2 giugno, in Italia si celebra la Festa della Repubblica, che è tornata a essere un giorno festivo a tutti gli effetti dal 2001, dopo che negli anni 70, a causa della grave crisi economica, per limitare i costi sociali e la spesa pubblica fu accorpata alla domenica immediatamente precedente.

La ricorrenza odierna ricorda il referendum istituzionale tenutosi, per l'appunto, fra il 2 e il 3 giugno 1946, nel quale i cittadini italiani furono chiamati a scegliere il nuovo assetto istituzionale dello Stato, uscito da poco più di un anno dalla dittatura fascista, optando fra il mantenimento della monarchia o l'instaurazione della Repubblica. Il referendum era stato previsto dal principe Umberto di Savoia, nominato luogotenente dal padre, il re Vittorio Emanuele III, nel 1944 e successivamente ufficialmente indetto nel giugno del 1946 quando il luogotenente salì ufficialmente al trono con il nome di Umberto II dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele III.

Si trattò di una votazione di portata storica, in quanto fu la prima, in Italia, a suffragio universale con la partecipazione anche delle donne, finora escluse dalla vita politica durante il regno sabaudo. Alle urne si recarono circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli aventi diritto. A prevalere, come annunciato il 10 giugno 1946, fu la Repubblica, con 12'717'923 voti favorevoli contro i 10'719'284 a favore dello Stato monarchico. Nella notte fra il 12 e il 13 giugno Umberto II e la famiglia reale lasciarono l'Italia alla volta del Portogallo, contestando l'esito del risultato in quanto, secondo la tesi di Casa Savoia, nel conteggio avrebbero dovuto essere considerate anche le schede bianche o nulle, ciò che però, di fatto, avrebbe solo ridotto il divario ma non sarebbe stato sufficiente a ribaltare il risultato. Umberto II morirà nel 1983 in Svizzera, a Ginevra, dove era stato ricoverato in un ultimo tentativo di salvargli la vita dal tumore da cui era stato colpito.

Contestualmente si svolsero le elezioni, anch'esse a suffragio universale, per l'Assemblea costituente, che scriverà la Costituzione italiana promulgata nel 1948 e attualmente in vigore.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali