Estero

In Niger le guardie presidenziali tentano il golpe

Bloccato il filo-occidentale Bazoum dai pretoriani legato all'ex autocrate Mahamadou Issoufou. Ultimatum dell’esercito.

Protestano i sostenitori del presidente
(Keystone)
26 luglio 2023
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Il Cairo – Tentativo di colpo di Stato in Niger contro il presidente filo-occidentale Mohamed Bazoum da parte dei suoi pretoriani che si sono rivoltati apparentemente per difendere il proprio capo, legato all'ex autocrate Mahamadou Issoufou. Militari della guardia presidenziale hanno circondato in mattinata il palazzo di Niamey, bloccandone gli accessi. All'interno, secondo quanto si è appreso da indiscrezioni, Bazoum è stato trattenuto dopo il fallimento di "colloqui" con i rivoltosi. Dall'esterno l'esercito, che è rimasto fedele a Bazoum, ha dato "un ultimatum" ai pretoriani del presidente e ora lo stallo rischia di innescare "un bagno di sangue", come viene sottolineato nella capitale nigerina.

Un post sull'account Twitter del presidente nigerino, pubblicato mentre si svolgeva il tentativo di colpo di Stato, affermava che Bazoum e la sua famiglia stavano "bene" e che "l'esercito e la Guardia Nazionale sono pronti ad attaccare".

I pretoriani sono guidati dal generale Omar Tchiani, già in carica sotto il regime Issoufou che, secondo alcune fonti, Bazoum voleva destituire: la sua detenzione potrebbe essere dunque solo una sorta di avvertimento dell'ex ‘monarca’ nigerino ancora molto forte a livello elettorale. Da tempo si notava una latente competizione tra i due, con Bazoum che sta cercando di affrancarsi dal suo passato mentore rafforzandosi con nomine di propri uomini in posizioni importanti dell'apparato di sicurezza, tra cui il capo dell'intelligence, e discreti prepensionamenti di fedeli di Issoufou.

Eletto nel 2021 alla guida del poverissimo Paese crocevia del traffico dei migranti che raggiungono la Libia e terra di colpi di stato, il presidente ha accolto le truppe francesi espulse dal Mali lo scorso anno e ha chiesto l'aiuto di Europa e Stati Uniti per combattere gli attacchi jihadisti nelle regioni di confine del Niger. È stato inoltre uno dei numerosi leader africani che non hanno partecipato al vertice Russia-Africa di Vladimir Putin a San Pietroburgo.

Il tentativo di golpe ha innescato una serie di reazioni di condanna o dichiarazioni preoccupate da parte di Unione africana, Unione europea, Usa, Francia (l'ex potenza coloniale) e Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (l'Ecowas), che ha annunciato l'invio del presidente del Benin, Patrice Talon, come mediatore.

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