Estero
‘La diga di Kakhovka minata dai russi è esplosa dall'interno’
Lo riporta il New York Times. Il presidente turco Erdogan chiede una commissione d'inchiesta internazionale
(Keystone)
7 giugno 2023
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Per il New York Times non ci sarebbero dubbi. La diga di Kakhovka sarebbe esplosa dall'interno, dunque per le mine piazzate dai russi che controllano l'impianto sin dai primi giorni dell'invasione. Il giornale americano ha riportato il parere di alcuni esperti che, condividendo l'opinione dei funzionari ucraini, ritengono improbabile che una distruzione di tale portata possa essere state causata da un attacco di artiglieria o dall'esterno, in questo caso ad opera di Kiev.

Mentre il livello dell'acqua continua a salire, inondando i territori ucraini, a montare è anche l'escalation delle accuse incrociate. Mosca e Kiev continuano infatti a puntarsi il dito contro, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, già mediatore nella partita del grano, ha sentito telefonicamente sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che il presidente russo Vladimir Putin e ad entrambi ha proposto di istituire una commissione d'inchiesta internazionale formata - ha spiegato - da delegati di Russia, Ucraina, Turchia e Nazioni Unite.

"Il ritorno al negoziato dovrebbe essere l'idea dominante perché prevenire la perdita di vite ogni giorno è impossibile se il conflitto si protrae", ha detto il sultano a Zelensky, il quale ha evocato le conseguenze umanitarie delle inondazioni.

A parlare di "disastro ambientale e umanitario su vasta scala" è stato anche il capo del Cremlino, che durante il colloquio telefonico con l'omologo turco è però tornato ad accusare Kiev, ritenendola responsabile di "un'azione barbara" compiuta su suggerimento dei suoi "protettori occidentali". L'accusa di Putin è stata ribadita da Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, per il quale gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Nato "devono essere ritenuti responsabili di questo atto cinico".

Washington e Londra, per ora, hanno scelto la linea della cautela. La Cnn ha riferito indiscrezioni secondo cui l'intelligence americana propenderebbe per la responsabilità dei russi. La linea ufficiale però è stata ribadita in serata dalla portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre: "Le distruzioni causate in Ucraina dalla guerra sono responsabilità della Russia", ha premesso, aggiungendo tuttavia che sulla diga di Kakhovka "gli Stati Uniti stanno ancora stabilendo cosa sia successo". In linea con quanto aveva detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby poche ore dopo l'esplosione. A muoversi con altrettanta prudenza è anche il primo ministro britannico Rishi Sunak, che alla vigilia di un vertice con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington ha ammesso di non avere ancora elementi per puntare il dito contro Putin: "I nostri servizi di sicurezza e i nostri militari stanno lavorando sui dati. Ma se fosse vero (il sospetto occidentale d'una responsabilità di Mosca), questo rappresenterebbe un nuovo picco di barbarie da parte della Russia".

Più decisa la posizione del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, per il quale la distruzione dell'infrastruttura si qualifica come un crimine di guerra che "la Russia e i suoi alleati" dovranno pagare. Ad appoggiarlo anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha parlato di una "nuova dimensione" del conflitto in linea col modo in cui "il presidente russo Vladimir Putin sta conducendo questa guerra".

Zelensky, intanto, non molla la presa e in un'intervista alla Bild ha accusato i russi di aver distrutto la diga per paura della controffensiva ucraina, volendo rallentare "la liberazione dell'area" perché consapevoli "che perderanno questa battaglia". Nel suo tentativo di allinearsi ancora ai Paesi europei, inoltre, il leader ucraino ha telefonato al presidente francese Emmanuel Macron, discutendo con lui della "possibilità di utilizzare meccanismi internazionali" per indagare il disastro di Kakhovka e delle "urgenti necessità" del suo Paese per far fronte al disastro. Parigi invierà aiuti al più presto, ha annunciato in serata l'Eliseo.

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