09.12.2022 - 20:20
Aggiornamento: 23:45

Marco Cappato si autodenuncia per aiuto al suicidio

L’attivista italiano ha accompagnato Massimiliano, malato di sclerosi multipla, a morire in Svizzera

Ansa, a cura di Red.Estero
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Keystone
Simbolo della lotto per la legalizzazione dell’eutanasia in Italia

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, è entrato stamani nella caserma dei carabinieri di piazza della Stazione a Firenze per autodenunciarsi per il reato di aiuto al suicidio dopo aver supportato un 44enne di San Vincenzo (Livorno) malato di sclerosi multipla, Massimiliano, a raggiungere la Svizzera per morire col suicidio assistito. Insieme a Cappato si è presentata in caserma Filomena Gallo, avvocata e segretario dell’associazione con Felicetta Maltese, attivista della campagna Eutanasia Legale, e la giornalista Chiara Lalli. Le due donne hanno accompagnato l’uomo in una clinica in Svizzera.

Cappato ha spiegato di essere "grato innanzitutto a Massimiliano, al padre Bruno, alla famiglia che ci ha dato fiducia per questo, e sono grato dal profondo del cuore a Chiara e Felicetta, perché hanno avuto la forza, il coraggio e soprattutto il cuore, non semplicemente di aiutare Massimiliano ad andare in Svizzera, ma di aiutarlo a vivere al meglio possibile quei suoi ultimi giorni e quelle sue ultime ore".

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