Svizzera
21.01.2022 - 17:09

Impressum per il ‘sì’ all’aiuto ai media

I delegati della più grossa associazione di giornalisti si esprimono all’unanimità

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I delegati di impressum, la più grande associazione svizzera di giornalisti, hanno detto ‘sì’ all’unanimità al pacchetto media. In un comunicato stampa, così spiegano le loro ragioni. “Per un giornalismo critico e basato sui fatti. Il pacchetto media promuove la formazione dei giornalisti e il Consiglio della stampa. I giornalisti competenti sono la base di un giornalismo informato e critico. Per una diversità dei media. Il pacchetto media rafforza in modo prioritario i piccoli media locali e i nuovi media online. Per una maggiore indipendenza. Le case mediatiche che si basano su fonti finanziarie differenziate corrono meno rischi di essere dominate da singoli poteri. Ecco perché il pacchetto media rafforza anche l’indipendenza delle redazioni. Perché è limitato nel tempo. Molti media hanno bisogno di questi sette anni per adattare il loro modello di business alle nuove condizioni in questa attuale fase di sconvolgimento. Altrimenti, si perderanno prima di allora”.

Senza un aiuto finanziario verrebbe pure a mancare, sostiene Impressum, la funzione di ‘cane da guardia’ della democrazia. “Meno posti di lavoro per i giornalisti significa anche meno controllo verso lo Stato. Il pacchetto preserva i posti di lavoro per i giornalisti nelle redazioni indipendenti. L’arrivo dei giganti di internet come Google, Facebook ecc. è già costato migliaia di posti di lavoro ai giornalisti. Ogni posto di lavoro perso significa meno ricerca, meno diversità di opinioni, meno controllo nei confronti dei poteri statali ed economici. Perché la Svizzera è costruita su compromessi – inclusi compromessi come il pacchetto dei media. Anche i media che hanno meno bisogno di soldi ne beneficiano, perché il recapito mattutino è promosso sia nelle città che nelle regioni. Ma i media più deboli ne beneficiano in modo particolare. Questo compromesso è meglio della perdita della pluralità dei media e del giornalismo indipendente”.

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