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24.11.2022 - 18:59

La Russia multerà pesantemente la diffusione di ‘cultura gay’

Al varo la nuova legge che sanziona la ‘propaganda delle relazioni non tradizionali’ anche fra gli adulti e non solo fra i minori come in precedenza

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Keystone

Lo scontro tra Russia e Occidente non si svolge solo in Ucraina. Mosca, come detto più volte dal presidente Vladimir Putin, intende difendersi anche da quello che vede come un attacco ai propri valori tradizionali, e di questo fa parte la nuova legge contro la cosiddetta "propaganda Lgbt", approvata dalla Duma. La normativa non introduce sanzioni penali ma amministrative contro i trasgressori, prevedendo pesanti multe per chi, attraverso siti internet, media, libri o film, sarà giudicato colpevole di voler diffondere la cultura gay.

La legge, che dopo avere passato l’esame della Camera bassa del parlamento dovrà essere approvata da quella alta, il Consiglio della Federazione, per venire infine promulgata dal presidente, intende punire la "propaganda delle relazioni non tradizionali", la diffusione di informazioni atte ad incoraggiare al cambio di sesso e la pedofilia. In quest’ultimo caso sono previste multe fino a 10 milioni di rubli (circa 157’000 franchi), mentre per i primi due fino a 5 milioni.

Chiamando a raccolta il popolo russo nella sfida con l’Europa e gli Stati Uniti, Putin sottolinea regolarmente la necessità di difendere i valori tradizionali e religiosi della Russia dagli attacchi culturali di un Occidente decadente. Non a caso vi ha fatto riferimento anche durante il discorso al Cremlino per la cerimonia di annessione alla Federazione di quattro regioni ucraine, il 30 settembre scorso. "Vogliamo che in Russia ci siano il genitore 1 e il genitore 2 invece di mamma e papà? – si è chiesto in quella occasione –. Siamo completamente impazziti?".

"Qui seguiamo un altro cammino", ha detto da parte sua il presidente della Duma Vyacheslav Volodin, uno dei promotori del disegno di legge insieme a centinaia di deputati: "Dobbiamo pensare ai nostri bambini, alle nostre famiglie e al nostro Paese per preservare e proteggere i valori che i nostri genitori ci hanno trasmesso".

La nuova legge – che estende le proibizioni agli adulti dopo una precedente del 2013 che vietava la propaganda Lgbt tra i minori – suscita tuttavia timori non solo tra gli attivisti per i diritti gay ma anche nelle comunità letterarie ed artistiche.

La normativa, afferma l’oppositore e critico Anton Dolin, citato dal sito Meduza, rischia di far mettere al bando anche classici del cinema che trattano il tema dell’omosessualità a partire addirittura dagli anni 20 del secolo scorso. Tra questi Dolin cita pellicole di registi quali Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Wong Kar-wai e Gus Van Sant.

Durante il dibattito era stata presa in esame anche l’ipotesi di considerare come reato penale la violazione ripetuta delle nuove norme, ma per il momento è stata lasciata cadere. Gli oppositori, tuttavia, temono che questa possa essere soltanto una soluzione temporanea.

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