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india
04.10.2022 - 20:43
Aggiornamento: 05.10.2022 - 12:27

Arrestati 4 italiani per i graffiti su un treno

La prima udienza oggi a Mumbai. Saranno multati, ma nessuna accusa penale

Ansa, a cura di Red.Estero
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Un treno in India (Keystone)

Sono bastate alcune bombolette spray e quella che, come tutti si augurano, sarà considerata una bravata per il fermo in India di Gianluca Cudini, Baldo Sacha, Daniele Stranieri e Paolo Capecci, quattro italiani accusati di avere imbrattato due carrozze della metropolitana di Ahmedabad e di essere penetrati in un’area proibita. La notizia, balzata oggi sui media locali assieme alla foto del gruppetto scattata in un commissariato, nel giro di poche ore ha raggiunto l’Italia ma i familiari erano già informati, contattati dall’Ambasciata di Delhi e dal Consolato di Mumbai. I quattro, dai 21 ai 29 anni, arrivati in India con un visto turistico, sono stati identificati e fermati grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza, che li hanno ripresi mentre erano all’opera nella notte tra giovedì e venerdì.

A peggiorare la situazione, il fatto che solo qualche ora più tardi il premier indiano Narendra Modi sarebbe arrivato in città per inaugurare un treno elettrico superveloce. Secondo la ricostruzione degli agenti, i quattro writers "dopo aver oltrepassato la recinzione si sono avvicinati alle vetture e hanno spruzzato le pareti e i pali elettrici". Sulle loro condizioni sono arrivate rassicurazioni dal consolato italiano. "I quattro italiani arrestati dalla polizia di Ahmedabad, capitale del Gujarat, sono adesso a Mumbai e stanno bene", ha fatto sapere all’Ansa il consolato, precisando: "Li abbiamo incontrati e trovati in buone condizioni. Abbiamo fornito loro assistenza nell’individuazione di un legale". I quattro sono tutti originari di Abruzzo e Marche, anche se due di loro vivono da tempo all’estero.

Nelle città di origine, Tortoreto, Monte San Vito, Spoltore e Grottammare, i sindaci hanno confermato che i familiari sono preoccupati ma fiduciosi: "Siamo in contatto con l‘Ambasciata, che ci ha informati dal primo minuto", hanno fatto sapere, annunciando che incaricheranno della difesa un solo avvocato. Le accuse contro i ragazzi tuttavia rischiano di moltiplicarsi: sono infatti sospettati di appartenere ai ‘Rail Goons’, un gruppo internazionale di writers, e di avere già compiuto altri blitz in Kerala. Vari media indiani li indicano come gli autori di tag apparse a Kochi nei mesi scorsi, con le parole ’burn’ (bruciare) e ‘splash’ (schizzo). E alcuni poliziotti sono partiti nel pomeriggio da Kochi per un’ulteriore udienza a Mumbai.

Comunque vada, la bravata non resterà impunita: le città indiane sono piene di murales, ma si tratta sempre di opere autorizzate. Famoso, nella capitale, il distretto dei murales di Lodhi Colony, un quartiere di edilizia popolare, dove l’associazione street+art ha chiamato artisti da tutto il mondo a dipingere le case per difenderle dalla demolizione. Anche se la scritta TAS, uno dei tag del gruppo, è solo l’acronimo scherzoso di ‘Tagliatelle alla salsa’ e anche se il reato non prevede condanne penali, una multa è certa per i quattro: le bombolette spray comprate a poche rupie ne costeranno almeno 50mila, circa 600 euro.

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