Regno Unito
12.09.2022 - 12:03
Aggiornamento: 17:48

Carlo III fedele al modello di ‘Governo costituzionale’

Nel palazzo di Westminster, sede del Parlamento, il sovrano ricorda ‘la dedizione insuperabile’ al Paese e ai propri doveri

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
A Westminster

Re Carlo III ha rinnovato oggi solennemente il suo impegno di fedeltà al modello di ‘Governo costituzionale’ britannico nel palazzo di Westminster, sede del Parlamento, dopo aver seguito con un’espressione assorta i commossi messaggi di condoglianze rivoltigli dagli speaker (presidenti) delle due Camere per la morte della regina Elisabetta.

Il sovrano, con la regina consorte Camilla al fianco, ha ricordato "la dedizione insuperabile" della sua "amata madre" al Paese e ai propri doveri, ripromettendosi di seguirne le orme. Poi, citando ancora una volta Shakespeare, l’ha definita "modello di vita di tutti i principi".

Ad aprire la cerimonia è stato lo speaker della Camera dei Lord, il barone McFall di Alcluith, dicendo che la regina Elisabetta II era "una guida ma anche al servizio del popolo". E ha aggiunto: "La sua umiltà e integrità hanno suscitato rispetto e catturato l’immaginazione di popoli e nazioni in tutto il mondo". Per poi sottolineare che le sue qualità rimangono per ispirare re Carlo III nella guida del Regno. Mentre lo Speaker dei Comuni, Sir Lindsay Hoyle, ha esordito ricordando "la nostra sovrana signora, la regina Elisabetta". Ha affermato poi che la perdita della regina si fa sentire in tutto il mondo, nel Regno Unito e nell’intero Commonwealth, "a cui lei si è dedicata così tanto".

"Per quanto sia profondo il nostro dolore, sappiamo che il vostro è più profondo", ha poi aggiunto rivolgendosi al re Carlo e alla regina consorte Camilla che sedevano sui due troni all’interno della Westminster Hall, la parte più antica del Parlamento britannico, per ascoltare gli elogi funebri. Dopo la lettura dei discorsi, anche da parte del sovrano, tutti i presenti si sono alzati in piedi per ascoltare in una atmosfera solenne l’inno nazionale, diventato "God Save the King" dopo la morte di Elisabetta II.

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