10.08.2022 - 11:19
Aggiornamento: 14:23

Naufragio in Grecia, decine di migranti dispersi

Finora sono state tratte in salvo 29 persone. Continuano le ricerche. L’imbarcazione è affondata al largo dell’isola di Karpathos.

Ats, a cura di Red.Web
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archivio Keystone
Una foto delle operazioni di salvataggio sull’isola di Mykonos nel giugno 2022

Decine di migranti sono naufragati nel Mar Egeo sud-orientale dopo che la loro imbarcazione è affondata al largo dell’isola di Karpathos.

"Finora sono state tratte in salvo 29 persone, afghani, iracheni e iraniani, e le ricerche continuano perché, secondo le loro dichiarazioni, sulla barca c’erano tra le 20 e le 50 persone", ha dichiarato all’agenzia Afp un funzionario dell’ufficio stampa della Guardia Costiera greca. Le ricerche sono ostacolate dai forti venti, ha dichiarato Nikos Kokalas, portavoce della guardia costiera greca.

L’imbarcazione affondata era salpata dalla città turca di Antalya ed era diretta in Italia. La guardia costiera ha riferito che "molti dei naufraghi non indossavano giubbotti di salvataggio".

La pericolosa traversata di poche miglia nautiche tra le isole greche e la costa turca nel Mar Egeo, situato nel Mediterraneo orientale, costa la vita a molti migranti e rifugiati che cercano di raggiungere l’Europa a bordo di imbarcazioni di fortuna per fuggire da guerre e miseria.

Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dal gennaio 2022 sono morte 64 persone nel Mediterraneo orientale e 111 nel 2021. L’ultimo naufragio nel Mar Egeo è avvenuto il 19 giugno, quando otto persone sono morte al largo dell’isola di Mykonos e 108 sono state salvate dalla guardia costiera greca. Secondo le autorità greche, quest’anno è aumentato il numero di arrivi di migranti e rifugiati in Grecia, soprattutto dalla Turchia.

Atene accusa Ankara di aver chiuso un occhio sulle pratiche dei trafficanti e di aver permesso ai migranti di arrivare in Grecia in violazione di un accordo del marzo 2016 che prevedeva uno sforzo da parte della Turchia per limitare l’immigrazione dal suo territorio in cambio di aiuti finanziari europei. La Turchia nega queste accuse.

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