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13.07.2022 - 21:02
Aggiornamento: 21:18

Gazprom gela l’Ue: ‘Non garantiamo sul Nord Stream’

Bruxelles: “Giù i termostati e incentivi per ridurre la domanda”

Ansa, a cura di Red.Estero
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Il palazzo di Gazprom a Mosca con le finestre che formano una Z (Keystone)

Gazprom non è in grado di garantire il flusso di gas attraverso Nord Stream. A poco più di 24 ore dallo stop temporaneo al metano per "manutenzione programmata", Mosca spinge l’Europa ancora un po’ più in là verso il baratro energetico, con una comunicazione che nelle capitali Ue ormai era attesa. La guerra economica tra Bruxelles e Mosca è destinata così a incendiarsi già quest’estate e se la Russia appare sempre più orientata a chiudere i rubinetti del gas, l’Unione europea la settimana prossima accompagnerà al piano di emergenza energetico una nuova tornata di sanzioni, mettendo al bando l’oro di Mosca.

Il countdown, a Bruxelles, è ormai iniziato: il 22 luglio, stando alle tempistiche iniziali fornite dal colosso energetico russo, i lavori per la manutenzione di Nord Stream dovrebbero finire. Ma in pochi, nel Vecchio Continente, credono che avverrà. "Gazprom non è in possesso di alcun documento che indichi che Siemens è in grado di portare la turbina a gas per la stazione di compressione di Portovaya fuori dal Canada, dove è in riparazione. In queste circostanze, non è possibile garantire il funzionamento sicuro di Nord Stream", è la comunicazione arrivata da Mosca.

Il piano d’emergenza

A Bruxelles sono convinti che ancora una volta la Russia si nasconda dietro i tecnicismi, anche perché il trasporto della turbina dal Canada alla Germania, era stato specificato dalla Commissione, non comporta alcuna violazione delle sanzioni. Il dado della guerra energetica sembra ormai tratto. Il 20 luglio l’esecutivo europeo presenterà il suo Piano d’emergenza in una comunicazione dal titolo ‘Safe gas for a safe winter’ (risparmia il gas per un inverno sicuro) in cui la Commissione metterà nero su bianco quanto Ursula von der Leyen va dicendo da giorni: l’autonomia dal gas russo è ormai all’orizzonte e per essere preparati serve ridurre la domanda energetica e accrescere la solidarietà tra i Paesi membri.

Parallelamente la Commissione Ue si sta muovendo per una settima tornata di sanzioni anti-russe nel quale a spiccare sarà lo stop totale all’oro di Mosca. Nel pacchetto inoltre, in stretto coordinamento con gli Stati Uniti, saranno prese misure per arginare ulteriormente gli aggiramenti alle sanzioni già applicate. L’esecutivo europeo, nei prossimi giorni, potrebbe dar vita agli incontri a gruppi con i rappresentanti degli Stati membri per fare un punto prima della presentazione del pacchetto. Il rischio scontro è dietro l’angolo. Anche perché, con il diminuire dei flussi aumenta l’eventualità che i Paesi membri si muovano in ordine sparso. L’Ungheria ha già comunicato uno "stato di emergenza energetica" in vista dell’inverno che prevede, tra l’altro, il divieto di export di vettori energetici e legna da ardere.

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