17.03.2022 - 16:10
Aggiornamento: 16:40

Yemen: gli Huthi aprono a colloqui, ma non a Riad

I ribelli ritenuti vicini all’Iran chiedono che i colloqui di pace con la coalizione a guida saudita si svolgano in un paese neutrale

a cura di Marco Narzisi
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Keystone

I ribelli Huthi dello Yemen, ritenuti vicini all’Iran, hanno dichiarato di essere pronti a impegnarsi in colloqui di pace con la coalizione a guida saudita a condizione che siano tenuti in un paese neutrale.

Lo riferiscono oggi media panarabi, che ricordano come nei giorni scorsi il governo saudita aveva invece proposto, tramite il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) di organizzare trattative tra gli Huthi e le forze lealiste yemenite, filosaudite, proprio nella capitale Riad.

"Non è logico né giusto che l’ospite dei colloqui sia anche lo sponsor della guerra e dell’assedio", si legge in una nota dei vertici Huthi citata oggi dalla televisione panaraba al Jazeera, finanziata dal Qatar.

I precedenti sforzi di mediazione non sono riusciti a porre fine alla guerra nello Yemen, in corso dal 2014 e che ha creato quella che le Nazioni Unite descrivono come la peggiore crisi umanitaria del mondo.

Ciò avviene in una crescente spirale di tensione regionale, salita anche a causa dell’inasprirsi della cosiddetta guerra di droni combattuta tra gli Huthi e il suo sponsor regionale Iran contro obiettivi energetici degli Emirati Arabi Uniti e contro obiettivi militari e civili sauditi.

Nei giorni scorsi l’Onu ha riferito di aver ricevuto un miliardo e trecento milioni di dollari (1,2 miliardi di franchi) in impegni di aiuti umanitari da parte di donatori stranieri. Una cifra che, secondo i rappresentanti dell’Onu, è ben al di sotto delle aspettative, fissate attorno ai 4 miliardi di dollari.

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