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(Keystone)
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02.03.2022 - 05:15
Aggiornamento: 19:21

Da No Vax a Pro Putin, è un attimo

Sui social le ‘camere d’eco’ già piene di bufale su vaccini, mascherine e affini si stanno riempiendo di propaganda filorussa

Lo abbiamo notato anche in Svizzera: sui social una parte del ‘popolo’ No Vax, No Mask e No Pass pare essersi magicamente convertita alla causa russa, con una miriade di messaggi di solidarietà verso Mosca, ma soprattutto con immagini e video di dubbia verificabilità, quando non addirittura falsi. Il capo del Dipartimento federale della difesa Viola Amherd ha avvertito domenica dalle colonne della ‘Nzz am Sonntag’ che "non tutti (i commenti e post filorussi, ndr) provengono dalle penne di cittadini comuni, probabilmente sono stati pilotati". D’altronde gli interventi di disinformazione e destabilizzazione da parte del Cremlino si sono visti spesso quando c’era da seminare del caos: con Donald Trump e con le proteste dei gilet gialli, ad esempio. Ora uno dei principali snodi della propaganda russa pare essere l’Italia, i cui ricettacoli di bufale sono spesso seguiti anche in Ticino. Ne parliamo con Giuliano Foschini, inviato del quotidiano ‘La Repubblica’.

Cosa avete scoperto negli ultimi giorni?

L’intelligence italiana ha notato che sulle quattro principali chat dei No Vax italiani su Telegram – frequentate da centinaia di migliaia di utenti – hanno cominciato a emergere fake news e materiale di propaganda pro-Putin: storie in cui si sostiene che un bimbo ucciso durante gli scontri a Kiev sia in realtà un bambolotto, pseudotestimonianze secondo le quali bombe e azioni militari sarebbero tutte invenzioni, video – ovviamente falsi – di militari russi accolti dagli applausi dei civili ucraini, o di milizie ucraine che userebbero quei civili come scudi umani. Si tratta di materiali pubblicati da finte testate con nomi strani e apparentemente innocui come ‘Catholic Information Hub’, che i servizi segreti italiani hanno già individuato quale grancassa del movimento neofascista Forza Nuova.

Non sono solo ingenui che passano da un’infatuazione fanatica alla successiva?

I singoli utenti possono essere in buonafede e contribuire inconsapevolmente alla ‘camera d’eco’ della disinformazione, ma secondo il Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presso il Parlamento italiano, ndr) la diffusione capillare di materiale palesemente contraffatto durante la pandemia ha nel Cremlino la sua regia: già all’inizio dell’emergenza Covid si è visto che molte fake news sul tema erano create ad arte in Russia e in Cina.

Le ‘camere d’eco’ – pagine social, chat, portali, testate pseudogiornalistiche – ricevono direttamente denaro russo?

Questo è il grande interrogativo al quale, per ora, non possiamo rispondere. Sappiamo invece quali sono i fronti politici lungo i quali trovano terreno più fertile: da una parte l’estrema destra fascista, dall’altra l’estrema sinistra cosiddetta ‘rossobruna’. La loro capacità di coinvolgimento e mobilitazione ha conosciuto una crescita enorme durante il governo gialloverde (il Conte I che ha visto insieme Lega e Movimento 5 Stelle tra 2018 e 2019, ndr), ha fatto la fortuna del leader leghista Matteo Salvini – a sua volta convinto sostenitore di Putin –, poi si è trasferita nella dimensione dell’emergenza sanitaria. Negli ultimi due anni chat come ‘Basta dittatura’, che da sola raggiunge quasi 100mila utenti, sono state fondamentali per fomentare le proteste di piazza contro le chiusure, poi contro i vaccini e da ultimo contro il Covid pass. Ma hanno anche accompagnato l’assalto a una sede del sindacato Cgil a Roma, lo scorso ottobre, e il picchetto contro il caro-gasolio dei camionisti in Mezzogiorno, una settimana fa. Un intervento di destabilizzazione diffusa che a questo punto vede ancor più coinvolta la propaganda russa.

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