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Berlusconi, il Quirinale si allontana

Il centrodestra sembra voler scegliere un altro candidato. L’opzione Draghi potrebbe far saltare ogni accordo sul prossimo governo

Ciao ciao Quirinale (Keystone)
19 gennaio 2022
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Il centrosinistra, ancora diviso, resta prudentissimo e cerca di togliere i non pochi ostacoli che ci sono nel cammino di Mario Draghi da palazzo Chigi al Colle. Il centrodestra è come sospeso nella nebbia in attesa della decisione di Silvio Berlusconi che nessuno sa quando e se arriverà. Tanto che l’atteso vertice del centrodestra ancora non è stato convocato.

Si avvicina però l’ora delle scelte - mancano solo cinque giorni al primo voto dei Grandi elettori per la scelta del nuovo presidente della Repubblica - ma tra le forze politiche regna la confusione e il tatticismo sta ancora tenendo distanti le posizioni dei due schieramenti. Le forze politiche sono tutte in attesa della decisione di Silvio Berlusconi che sembra non voler arrendersi e continua a consultare dati e numeri.

Marca male per il Cavaliere

Ma l’impressione è che anche nel centrodestra sia ormai acquisita la convinzione che non sarà il cavaliere il loro candidato e sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni lasciano capire di avere già in mente un nome alternativo da lanciare per la corsa al Quirinale. Quale? Sul nome le carte restano coperte ma sembra chiaro che Berlusconi, ove mai si ritirasse dalla corsa, avrebbe una sorta di diritto di prelazione sulla scelta del candidato del suo schieramento.


Berlusconi e Salvini (Keystone)

Dall’altra parte il centrosinistra si è oggi riunito per fare il punto: ma anche da questo lato nessun passo avanti concreto. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza restano abbottonati. “Non c’è alcuna intesa sui nomi perchè ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni”, ha spiegato il segretario del Pd confermando la volontà di voler condividere la scelta di un candidato autorevole di larga maggioranza. L’unica opzione che permetterebbe al governo di sopravvivere. Prova evidente dei mal di pancia che tormentano i Cinque stelle è la precisazione uscita dai vertici dopo l’incontro a tre di questa mattina: per il Quirinale il M5s spinge ancora per trovare un nome alternativo a quello di Mario Draghi, in modo da poter far rimanere il premier a Palazzo Chigi, ribadiscono fonti qualificate che hanno l’esigenza di tenere compatti i gruppi parlamentari grillini.

Intanto, Conte ha parlato a lungo anche con Luigi Di Maio che molti continuano ad identificare come suo competitor per la leadership del Movimento. Il nome di Draghi è sempre collocato molto in alto nel borsino del Quirinale ma è materia che scotta. Il Pd teme di bruciarlo anticipando una sua candidatura. Ieri il premier si è mostrato particolarmente attivo incontrando prima il presidente Sergio Mattarella, e poi a Montecitorio il presidente della Camera Roberto Fico. Immediati i rumors parlamentari che hanno letto questo colloquio, che doveva rimanere riservato, come un sondaggio da parte del premier sulla tenuta del mondo dei Cinque stelle.

Il processo Ruby Ter

Ha messo sul tavolo due motivi, l’emergenza Covid e l’avvicinarsi delle votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, la difesa di Silvio Berlusconi che oggi ha chiesto e ottenuto l’ennesimo rinvio del processo milanese sul caso Ruby ter, che slitta ancora di circa un mese. Ora, però, in due udienze, come hanno stabilito i giudici, il legale Federico Cecconi dovrà concentrare la fase dell’ascolto dei propri testimoni, il primo dei quali è stato sentito stamani in un’aula bunker alla periferia sud di Milano.


Berlusconi replicante (Keystone)

Il difensore, al termine della deposizione dell’ex capo dei servizi di vigilanza di villa San Martino, rivolto ai giudici ha prima di tutto parlato della “situazione pandemica che sta creando problemi di organizzazione dei testimoni che abbiamo citato“. Per oggi, infatti, ne erano previsti otto, ma se ne è presentato solo uno. “Il rischio - ha proseguito - è che nelle prossime udienze possano esserci altri impedimenti”. Ha preannunciato che sfoltirà ancora la lista dei testi, già passati da 104 a 35, e poi ha fatto presente anche “che l’udienza di mercoledì prossimo” cadeva in un periodo in cui "iniziano le prime sedute per l’elezione del presidente della Repubblica”. E ha aggiunto: "lo dico a prescindere dal fatto che il dottor Berlusconi possa essere ufficialmente candidato, ma è una ragione di opportunità, lo dico per una valutazione al fine di un rinvio con ovviamente la sospensione dei termini di prescrizione”.

Dopo l’intervento del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che ha chiesto al collegio della settima penale di limitarsi “a valutare l’organizzazione ragionevole” del processo, i giudici sono usciti dalla camera di consiglio e hanno avuto un’ulteriore interlocuzione con la difesa del Cavaliere. Hanno chiesto a Cecconi se ritenesse possibile chiudere in due udienze, tra il 16 e il 23 febbraio, il ‘capitolo’ dei propri testimoni e il legale ha acconsentito. A quel punto il collegio ha deciso, “tenuto conto del risultato dell’udienza odierna”, ossia una sola deposizione contro le otto previste, di rinviare il processo.aio.

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