30.12.2021 - 19:29
Aggiornamento: 21:03

Il Centro Wiesenthal accusa la Bbc di antisemitismo

Al terzo posto nella graduatoria stilata dall’istituto ebraico americano dietro all’Iran e ad Hamas

Ansa, a cura de laRegione
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L’ingresso della sede della Bbc a Londra (Keystone)

I primi due classificati non sono una sorpresa: per il centro Simon Wiesenthal di Los Angeles, la Top 10 globale degli antisemiti è guidata dall’Iran e da Hamas, rispettivamente primo e secondo. Ma pochi si aspetterebbero di trovare al terzo posto la Bbc, un’istituzione rispettata e ammirata del giornalismo internazionale.

Al settimo posto si piazza invece la Germania, colpevole secondo il centro che porta il nome del celebre cacciatore di nazisti - che ogni anno pubblica la Global Antisemitism Top Ten - di non aver contrastato in maniera sufficiente i violenti attacchi antisemiti della destra radicale tedesca nell’ultimo anno.

Il capo del Centro Wiesenthal, Marvin Hier, intervistato dal Daily Mail, spiega che “la gente potrebbe essere sorpresa di trovare la Bbc nella nostra lista, ma la decisione di metterla al terzo posto è arrivata dopo mesi di intenso dibattito. Noi riteniamo che la Bbc sia stata colpevole di vari incidenti legati all’antisemitismo quest’anno. Molti pensavano di trovare gruppi neonazisti nella nostra lista. Ma la Bbc è stata inclusa perché quando un’organizzazione riconosciuta a livello globale permette all’antisemitismo di infilarsi nei propri reportage, questo diventa molto più insidioso e pericoloso”.

Nel citare la tv pubblica britannica, il centro fa diversi esempi di reporter che hanno raccontato fatti a loro avviso distorcendoli in chiave antisemita, o affermazioni di giornalisti giudicate anti-ebraiche. Si ricorda poi che l’intero Regno Unito sta conoscendo un crescendo di atti antisemiti: 1’308 incidenti tra gennaio e giugno 2021, un aumento del 49% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Al quarto posto viene denunciato l’uso di immagini e le false similitudini con l’Olocausto fatte da alcuni gruppi No Vax, che in alcuni casi vedono in Israele la fonte del “complotto dei vaccini”. Ma la lista punta il dito anche contro i grandi social network come Twitter, Facebook, Telegram e Tik Tok, che continuano ad ospitare contenuti antisemiti, o il gruppo pacifista americano Jewish voices for peace (Jwp), schierato con le richieste dei palestinesi.

Al decimo posto, il gigante dell’alimentare Unilever, la cui controllata produttrice di gelati Ben&Jerry’s ha deciso di non vendere più i propri prodotti a Gerusalemme est e in Cisgiordania, “territori palestinesi occupati”, come scrisse esplicitamente l’azienda. Per il centro Wiesenthal, questo boicottaggio contribuisce al clima di antisemitismo in crescita negli Usa.

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