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Keystone
27.12.2021 - 11:10
Aggiornamento : 14:52

In Italia dal 10 gennaio booster a 4 mesi. Aumentano i ricoveri

Lo ha confermato oggi il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid. Cresce l’occupazione ospedaliera

Ansa, a cura de laRegione

Scatterà dal 10 gennaio l’avvio delle somministrazioni dei richiami (booster) con un intervallo ridotto a 4 mesi dalla seconda dose. La data, che fino ad ora era soltanto una ipotesi, è stata confermata oggi dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, in visita all’hub vaccinale nella caserma degli Alpini Vian di Cuneo. “Darà un ulteriore impulso alla campagna; stiamo correndo per cercare di arginare la variante Omicron – dice –. Mi preoccupano ancora gli indecisi, un po’ di milioni di persone che potrebbero dare una mano ad arginare il virus e soprattutto queste varianti”.

“Mi preoccupano ancora – insiste il generale Figliuolo – quei 5 milioni e 750mila italiani che non hanno ancora avuto alcuna dose. Siamo quasi al 90% tra prime dosi e guarigioni da almeno sei mesi, però in quella fascia, specie tra i 30 e i 59 anni, ci sono ancora un po’ di milioni di persone che potrebbero essere raggiunte dalle inoculazioni e potrebbero anche loro dare una mano ad arginare il virus e soprattutto queste varianti”. “La Omicron è molto più contagiosa rispetto alla Delta, qualcuno dice fino a cinque volte, fortunatamente per ora non si stanno avendo evidenze cliniche di gravità, però è chiaro che chi ha fatto la vaccinazione completa e soprattutto chi ha fatto il booster è molto più coperto rispetto alla Omicron. Non vediamo per ora in persone che hanno fatto il booster ospedalizzazioni o effetti nefasti”.

Nove regioni oltre le soglie critiche in area medica e terapia intensiva

L’Italia intanto raggiunge il 12%, per l’occupazione dei posti in terapia intensiva superando la soglia critica fissata al 10%. L’occupazione in area medica raggiunge il limite massimo fissato dai parametri al 15% con un aumento dell’1%.

È quanto emerge dal monitoraggio quotidiano dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sulla rilevazione dei dati del 26 dicembre.

Sono 9 le regioni che superano le soglie critiche in entrambi i parametri (intensiva e area medica): Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio (14% intensive e 15% area medica), Liguria, Marche, Puglia, Trentino-Alto Adige, Piemonte e Veneto.

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