09.10.2021 - 18:51

Libano, altro blackout totale

Le due principali centrali elettriche del Paese sono state nuovamente chiuse per mancanza di carburante

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Il Libano ripiomba nel buio e non vede via d’uscita da una crisi economica senza precedenti che ha gettato la metà della popolazione sotto la soglia di povertà e paralizzato il paese.

A tre mesi dall’ultimo blackout generale, le due principali centrali elettriche Zahrani e Deir Ammar, rispettivamente nel sud e nel nord del Libano, sono state nuovamente chiuse per mancanza di carburante. E così resteranno per diversi giorni: le autorità libanesi non hanno infatti le risorse economiche per pagare, in dollari americani, le importazioni di carburante. Tanto che, prima dell’ulteriore collasso delle due centrali, la gente era già rassegnata a un massimo di due ore di elettricità al giorno. E chi se lo è potuto permettere - pochi - è già ricorso a generatori privati. Ma non solo: un Paese senza elettricità significa anche ospedali paralizzati, strumentazioni ferme e un allarme sanitario che si aggiunge alla crisi finanziaria.

Il governo ha decretato ufficialmente il default nel marzo del 2020. Il sistema bancario è fallito e la lira locale ha perso il 92% del suo valore rispetto al dollaro in meno di due anni. A tutto ciò si aggiungono gli effetti della devastante esplosione del porto di Beirut del 4 agosto del 2020, quando 2’750 tonnellate di nitrato di ammonio, stipate per anni nei container, sono saltate in aria. Oltre duecento persone sono rimaste uccise, un terzo degli abitanti è stato costretto ad abbandonare le proprie case e il porto è rimasto paralizzato.

Per capire la situazione nella quale si trovano i libanesi basta un dato; il potere di acquisto dei lavoratori pubblici, pagati in lire, è crollato. Uno stipendio che nel 2019 valeva circa mille dollari oggi ne vale 80. A fronte dei prezzi delle merci e dei beni al consumo che sono invece schizzati alle stelle, aumentando del 120% secondo i dati di maggio scorso.

La Banca mondiale stima che ci vorranno almeno 12 anni perché il prodotto interno lordo del Libano torni ai livelli precedenti al 2019. Ma le stime più realistiche parlano di almeno un ventennio - attorno al 2040 - e questo se le autorità libanesi cominceranno a occuparsi da subito e seriamente di trovare una via d’uscita alla crisi.

L’ultimo allarme per le condizioni della popolazione è stato lanciato dall’Onu. Più della metà vive sotto la soglia di povertà e un terzo dei bambini libanesi va a letto ogni sera senza cibo. Ora, di nuovo, anche senza elettricità.

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