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La polizia maliana disperde i manifestanti (Keystone)
Estero
25.05.2021 - 21:350

Nuovo golpe in Mali, arrestati premier e presidente

Militari scontenti per un rimpasto di governo. La gente scende in piazza contro i militari. Macron: 'Ora subito sanzioni'

In Mali, il poverissimo Paese del Sahel minacciato dai terroristi islamici, i militari hanno compiuto una sorta di "golpe nel golpe" defenestrando i vertici di un esecutivo transitorio sgradito ai colonnelli autori del putsch dell'agosto scorso. Un avvitamento che ha innescato proteste internazionali e annunci di immediate sanzioni, stavolta dall'ex-dominatore coloniale francese.

Il presidente di transizione Bah Ndaw e il primo ministro Moctar Ouane, i due esponenti incaricati dal settembre scorso di guidare il Paese per 18 mesi nel ritorno a un governo civile, sono stati arrestati lunedì da ufficiali dell'esercito scontenti per le nomine di un imminente rimpasto di governo. E Assimi Goita, il capo della giunta militare, li ha esautorati in una dichiarazione letta in tv sostenendo che Ndaw e Ouane hanno cercato di "sabotare" la transizione, che comunque "procederà normalmente": il colonnello e nuovo uomo forte maliano ha infatti confermato le elezioni per l'anno prossimo, "nel 2022". L'annuncio segna l'ultima crisi che ha colpito paese dell'Africa occidentale da 19 milioni di abitanti già sotto minaccia di sanzioni regionali per il golpe dell'anno scorso.

La condanna di Parigi

Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la detenzione di Ndaw e Ouane bollandolo come un "colpo di stato inaccettabile" e ha affermato che "siamo pronti a imporre sanzioni mirate nelle prossime ore" contro i responsabili dell'azione. Già lunedì Nazioni Unite, Unione africana, Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas), Ue e Stati Uniti avevano emesso una rara dichiarazione congiunta condannando la detenzione dei due e chiedendone il rilascio, richiesta sposata dalla Gran Bretagna.

Il rimpasto che ha innescato il nuovo golpe doveva placare proteste popolari e manteneva in mano ai militari portafogli strategici ma due golpisti - l'ex ministro della difesa Sadio Camara e l'ex responsabile della sicurezza, il colonnello Modibo Kone - sarebbero stati sostituiti. Goita, che è vicepresidente del governo di transizione, ha spiegato l'accusa di sabotaggio sostenendo l'inverosimile circostanza che Ndaw e Ouane di non lo avrebbero consultato. Il 18 agosto giovani ufficiali avevano defenestrato il presidente Ibrahim Boubacar Keita dopo settimane di manifestazioni contro una presunta corruzione del governo e la sua risposta dell'insurrezione jihadista che controlla parte del desertico Paese, vasto quattro volte l'Italia e tra i cinque più poveri al mondo. Nelle strade di Bamako, la capitale, la vita nelle ultime ore comunque sembrava scorrere normalmente.

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