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Aggiornamento: 21:59

Israele, Netanyahu non è riuscito a formare un governo

È scaduto il termine di 28 giorni affidatogli dal presidente per formare una maggioranza. Mandato affidato a Lapid

Ats, a cura de laRegione
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Benjamin Netanyahu (Keystone)

Da Netanyahu a Lapid. Con una mossa attesa il presidente Reuven Rivlin ha incaricato il capo dell'opposizione di formare il prossimo governo di Israele. Il leader centrista di 'C'è un futuro' avrà lo stesso lasso tempo, 28 giorni, per riuscire laddove Netanyahu ha fallito. Un percorso difficile - che parte da 56 seggi sui 61 necessari dei 120 alla Knesset - che se avrà successo porterà ad un cambio epocale segnando la perdita di potere da parte del più longevo primo ministro dell'intera storia di Israele. Ma, come ha avvisato lo stesso Rivlin, non privo di "difficoltà". Perché il quadro di un "governo di emergenza di unità nazionale" in cui Lapid si muove è un esecutivo in cui dovranno convivere la destra (Saar, Lieberman), il centro (Gantz), la sinistra (laburisti, Meretz) e che non potrà fare a meno della "positiva cooperazione" del partito arabo islamista di Mansour Abbas (4 seggi). Inoltre, non è detto che a guidarlo sia lo stesso Lapid. Non è esclusa la possibilità che ci sia una premiership a rotazione con Naftali Bennett, leader di 'Yamina' ('Destra') - uomo chiave di questa tornata istituzionale, che ha respinto i numerosi richiami di Netanyahu con un strappo politico non secondario.

Il premier Benjamin Netanyahu non ha assolto al mandato affidatogli del presidente Reuven Rivlin di formare il nuovo governo. È scaduto alle 24 (ora locale) il termine di 28 giorni previsti per comporre un nuovo esecutivo: in questo lasso di tempo Netanyahu non ha messo insieme la maggioranza necessaria di 61 seggi su 120 alla Knesset.

Ora spetterà a Rivlin o dare una estensione di altri 14 giorni - ma analisti non lo ritengono probabile - o affidare un nuovo mandato. In questo caso si parla del capo dell'opposizione Yair Lapid ma anche di Naftali Bennett leader di Yamina (Destra). Oppure potrebbe riportare la palla alla Knesset.

"La mia considerazione principale - ha spiegato Rivlin - si è basata su chi ha la probabilità più elevata e che riesca a ottenere la fiducia alla Knesset. Lapid ha questa possibilità, sia che sia lui a presiedere il governo o un altro candidato in un esecutivo in cui però sia il premier alternato". Bennett - ha poi aggiunto dopo aver escluso la possibilità di rimettere la palla alla Knesset - si è detto "interessato a un governo stabile e non ha escluso un governo con Lapid". Contro il mandato si è subito levato Netanyahu: quello che si va profilando, ha denunciato, "non è un governo di unità nazionale. Si tratta di un eufemismo: sarà invece un governo di sinistra pericoloso". Poi facendo appello ai deputati di 'Yamina' di sfilarsi dalla linea di Bennett lo ha attaccato sostenendo che "agisce per ambizione personale e per fungere da primo ministro per 2 anni".

Che si andasse verso un incarico a Lapid lo si era capito dalle dichiarazioni precedenti di Bennett a favore di un "governo di emergenza". "Netanyahu - aveva detto dopo aver visto Rivlin - ha fallito nel tentativo di fare un governo omogeneo e di destra e Yamina ha fatto di tutto per assisterlo senza chiedere prebende, ma il premier ha sbattuto la porta in faccia". Aggiungendo che "è il momento di un governo unitario in cui possono entrare anche i partiti di destra". Lapid ha accolto l'incarico di Rivlin alla fine di una lunga cucitura con Bennett durata tutti e 28 giorni in cui Netanyahu ha avuto il mandato. "Un governo di unità - ha sottolineato dopo l'incarico - non è un compromesso o l'ultima risorsa bensì l'obiettivo: è quello di cui abbiamo bisogno". Poi ha ripetuto come un mantra ciò su cui da tempo batte in opposizione alla politica divisiva di Netanyahu: "Abbiamo bisogno di un esecutivo che rifletta il fatto che non dobbiamo odiarci l'un con l'altro. Un governo in cui sinistra, destra e centro lavorino insieme". Una meta che - hanno avvisato analisti - deve essere raggiunta in fretta prima che il quadro si complichi. Altrimenti verranno solo quinte elezioni: l'obiettivo di Netanyahu.

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