CILIC M. (CRO)
DJOKOVIC N. (SRB)
18:30
 
il-processo-floyd-e-una-svolta-storica
Commozione e abbracci dopo la sentenza sul caso Floyd (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
4 ore

No vax col braccio in silicone per avere il Covid Pass

Sarebbe un sanitario sospeso perché non vaccinato l’uomo denunciato a Biella per aver cercato d’ingannare gli operatori sanitari
Estero
5 ore

 Austria, Karl Nehammer designato come prossimo cancelliere

Dopo l’annuncio dell’addio alla politica di Sebastian Kurz e le dimissioni di Schallenberg il partito Oevp ha indicato il successore
Estero
7 ore

Canada, al bando la ‘terapia di conversione’ per Lgbtq

In una rara unanimità nel Parlamento di Ottawa, approvata una mozione dei conservatori per accelerare il via libera.
Estero
8 ore

In tutta Italia scoperti 281 medici no vax

In 126 al lavoro nonostante fossero sospesi per non aver rispettato l’obbligo vaccinale per i sanitari. Denunciati per esercizio abusivo della professione
Estero
20 ore

Austria, getta la spugna anche Blümel, ministro delle finanze

Lascia anche la funzione di leader della Oevp. Ancora una “vittima” causata dal terremoto politico iniziato con le dimissioni dell’ex cancelliere Kurz
Estero
21 ore

La Germania mette i no vax in lockdown. Boom di casi in Europa

Situazione più tranquilla in Italia e Spagna. Preoccupa l’Africa dove aumentano i casi e la percentuale di vaccinati non arriva al 7 per cento
Estero
21 ore

L’Onu nega il seggio a talebani e giunta birmana

Non avranno (per ora) rappresentanti al Palazzo di Vetro. La risposta da Kabul: ‘Scelta ingiusta’
Estero
21 ore

Ucraina: si rischia di passare dal poker al Risiko

Scontro Usa-Russia, presto un colloquio tra Biden e Putin per scongiurare la guerra. Ma la situazione sta precipitando
Estero
23 ore

New York, arrestato l’uomo armato vicino al Palazzo dell’Onu

La polizia ha chiesto di evitare l’area. Il Palazzo di vetro è ‘in lockdown’
Confine
23 ore

Super Green pass, controlli più stretti a Verbania

La Prefettura di Verbania rafforzerà i controlli al confine con la Svizzera su treni e battelli del Lago Maggiore
Estero
23 ore

Il cancelliere austriaco Schallenberg pronto alle dimissioni

Lo anticipa l’agenzia di stampa Apa. Un annuncio che arriva dopo l’addio alla politica di Sebastian Kurz per motivi familiari
Estero
1 gior

New York lancia le ‘stanze del buco’ per tossicodipendenti

È la prima volta negli Stati Uniti. Rientrano nella strategia di riduzione del numero di overdose che l’anno scorso ha fatto registrare oltre 2mila morti
Estero
1 gior

Sequestrati 450 kg di hashish in Brianza, 5 arresti

L’indagine partita da un furto degli stupefacenti da parte di un collaboratore di una donna che gestiva la rete di spaccio
Stati Uniti
1 gior

Il 15enne killer del Michigan alla sbarra come adulto

La procuratrice si dice ‘fiduciosa’ di poter dimostrare che l’uccisione di quattro persone sia da classificare come un reato premeditato
Estero
1 gior

L’Unione europea apre all’obbligo vaccinale

Preoccupa la variante Omicron, ma finora all’aumento esponenziale dei casi in Sudafrica, non fanno seguito i ricoveri in ospedale
Estero
1 gior

La sfida dell’Ue alla Via della Seta

Trecento miliardi di euro per un nuovo maxi-piano di investimenti infrastrutturali in grado di competere con la Cina
stati uniti
1 gior

La Corte Suprema Usa verso una stretta sull’aborto

La maggioranza conservatrice pronta a porre nuovi limiti dopo 50 anni. Biden contrario: ‘Sono per la libertà di scelta’
Estero
 
22.04.2021 - 05:300
Aggiornamento : 15:20

‘Il processo Floyd è una svolta storica’

Lo storico Ferdinando Fasce, esperto di Stati Uniti: ‘È cambiata la percezione sulla questione razziale, com'è arrivata la condanna dell'agente lo dimostra’

“Questo verdetto può essere davvero il punto di svolta”. La condanna di Derek Chauvin, l’agente che ha ucciso, soffocandolo, George Floyd a Minneapolis il 25 maggio del 2020, era tutt’altro che scontata. “I precedenti di questo tipo non erano favorevoli all’accusa”, sottolinea Ferdinando Fasce, storico e saggista, già ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Genova. Dei circa mille afroamericani uccisi dalle forze dell’ordine, solamente sette volte un poliziotto era stato condannato. “Qui però c’erano tutte le premesse per una condanna. Grande attenzione dei media, una mobilitazione di massa, fatti tragici molto simili che si sono susseguiti a brevi intervalli e continuano ad accadere. È stato un anno cataclismatico per le relazioni razziali e un verdetto di non colpevolezza per Chauvin avrebbe potuto fare da detonatore - spiega Fasce, che cita E. J. Dionne, columnist del Washington Post –.  Invece assistiamo a un momento per certi versi storico, che può fare da sentenza pilota e concorrere a creare un’atmosfera diversa, dando forza a chi crede in una rinnovata età dei diritti civili e in uno sforzo per riformare la polizia. Per tutto questo, la sentenza di Minneapolis può essere importante, perché è un fatto raro, parola che ha usato anche Biden”.

L'esultanza di Biden e Obama

L'America esulta quindi per l’esito del caso George Floyd, dalla politica (nonostante i repubblicani tacciano) al mondo dello sport e dello spettacolo, sino alle piazze gremite di folla che piange e applaude. “Un passo da gigante nella marcia verso la giustizia nel Paese”, lo ha definito il presidente Biden, ammonendo che “le sue ultime parole, 'non riesco a respirare', non possono morire con lui”. “La giuria ha fatto la cosa giusta”, hanno esultato Barack e Michelle Obama. “Finalmente riesco a respirare di nuovo", ha sospirato il fratello della vittima, che Biden ha promesso di portare alla Casa Bianca con tutta la famiglia.

Ma tutti, dal presidente in giù, sono consapevoli che il verdetto da solo non basta. Fasce trova però una speranza nel modo, oltre che nell’esito: “Questa è una sentenza di tribunale. Mentre i grandi passaggi nella storia dei diritti civili e dei rapporti razziali Negli Stati Uniti finora sono sempre passati per la Corte Suprema. È una rivoluzione impercettibile, ma sostanziale. Il razzismo è stato garantito dalla Corte Suprema nel 1896 e poi in parte ribaltato nel 1954 dalla stessa corte. Qua invece il cambiamento arriva da un livello più basso, ed è un chiaro segnale. Anche perché oggi, con una Corte Suprema molto spostata a destra, sarebbe difficile aspettarsi un atteggiamento altrettanto progressista”.

Una differenza nei modi

A colpire Fasce è anche il coinvolgimento diretto del procuratore generale del Minnesota, che ha gestito il caso, oltre alla deposizione del capo del dipartimento di polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo, che non solo è stato chiamata a testimoniare ma ha palesemente detto che l’agente Chauvin aveva violato ‘senza alcun dubbio’, il regolamento. Ammissione rarissima tra gli alti graduati. “Qui entra in gioco uno scarto importante rispetto a un problema serio, che se ne porta dietro uno ancora più serio. Il problema serio è il comportamento della polizia e l’abitudine a quel comportamento, che ha una lunga tradizione. Non c’è mai stata una riforma federale della polizia, che è strutturata a livello locale. Questo è uno di quei pochi casi in cui la forza del sistema decentrato americano si è dimostrata una debolezza, dimostrando che localismo può significare anche provincialismo, chiusura e quindi razzismo. I segnali che arrivano da Minneapolis vanno in una direzione diversa. Ma arriviamo alla riflessione storica, su quello che è costato agli Stati Uniti il tentativo di risolvere questioni sociali e di ordine pubblico, a partire dagli anni Settanta, attraverso la carcerazione di massa. Sono studi fatti perlopiù da donne, nere, con documentazione forte e consistente che hanno dimostrato l’infondatezza del metodo repressivo di massa”.

Ma cosa sarebbe successo se il processo si fosse tenuto al Sud e non in Minnesota? “Può aver pesato, ma questa volta è il clima generale che era diverso. Ci sono state proteste a carattere nazionale che non si vedevano dagli anni Sessanta. All’epoca c’erano rivolte nei ghetti in 128 città. Erano ovunque, ma circoscritte. Questa volta si è creato un consenso molto diffuso davanti a questa ingiustizia. Questa è una vicenda viscerale e profonda, non cambierà dall’oggi a domani con una sola sentenza, ma è tutto quel che si trascina dietro che ha un peso”. Anche la figura di Obama ha avuto un peso, “perché lui rappresenta molto più di quel che ha fatto. La sua presidenza è stata spesso zoppicante, ma come catalizzatore è formidabile. La sua solo presenza sulla scena, anche se non strettamente politica, aiuta a portare avanti certe cause e raccogliere consenso”. Su Biden, Fasce ha un’ottima opinione, “perché dallo sfacelo che ha trovato ne sta uscendo bene, benissimo. Certo sulle armi, che è un tema strettamente collegato a violenza e razzismo, non ha ancora fatto nulla di concreto, ma c’era da mettere mano ad altre cose. Proverà a fare anche quello, a suo tempo, con che risultati, non lo sappiamo” .

Il destino di Chauvin

Intanto il ministro della giustizia Merrick Garland ha annunciato una nuova indagine sulle pratiche della polizia a Minneapolis, dall'uso eccessivo della forza alle discriminazioni. Se verranno individuate illegalità, si potrà arrivare a una riforma delle forze dell'ordine, come hanno già fatto dopo la morte di Floyd oltre 30 dei 50 Stati Usa, approvando più di 140 leggi che limitano l'uso della forza, rendono obbligatorie le body cam e agevolano le cause civili, depotenziando in parte lo scudo che proteggeva in questi casi la polizia. Intanto Chauvin attende in carcere, isolato per motivi di sicurezza, la pena che il giudice emetterà tra 4 settimane: secondo il codice rischia sino a 75 anni, una trentina stando alle linee guida del Minnesota.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved