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(Keystone)
Estero
26.01.2021 - 13:100
Aggiornamento : 13:26

Italia, si è dimesso Giuseppe Conte: aperta crisi di governo

Il presidente del Consiglio ha rassegnato le dimissioni dopo aver perso la maggioranza in parlamento. Consultazioni al via da domani

Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha presentato le sue dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questi si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio. Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l'Ufficio Stampa. Poco prima del passo indietro ufficiale, Conte ha riunito a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. Nel corso dell'incontro il premier ha ringraziato uno ad uno i suoi ministri, ricevendo dai capi delegazione della maggioranza Pd, M5s e Leu "sostegno e compattezza".

"Pensiamo a questa maggioranza anche in prospettiva - ha sottolineato nel corso del Cdm Dario Franceschini - come un'area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente". Gli ha fatto eco Alfonso Bonafede ribadendo: "E' il momento di confermare la compattezza attorno a Conte".

L'obiettivo del premier dimissionario è ora quello di allargare la maggioranza in modo da poter dare vita ad un Conte Ter. E proprio in questa prospettiva, il Pd sottolinea come non sia il momento dei veti "Nessuno può metterli", dice Deborah Serracchiani al Tg1, "prendiamo atto che lo stesso Renzi ha detto che non debbano esserci veti su Conte".

Ora gli occhi sono puntati su Iv, che stasera riunirà i gruppi, e sul Senato dove in queste ore continua la ricerca dei cosiddetti Responsabili. Il tema sarà oggetto anche del vertice convocato nel primo pomeriggio dal centrodestra.

Una riunione in cui Matteo Salvini e Giorgia Meloni proveranno a serrare i ranghi della coalizione ed evitare "strappi" non solo dai piccoli partiti, ma anche da Fi che resta osservata speciale dopo la presa di posizione di Silvio Berlusconi a favore di un governo di unità nazionale.

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