laRegione
Nuovo abbonamento
convention-repubblicana-a-porte-chiuse-fuori-i-giornalisti
ULTIME NOTIZIE Estero
Stati Uniti
1 ora

Ricoverato il fratello di Donald Trump: 'È molto grave'

Il presidente statunitense dovrebbe recarsi a trovarlo nelle prossime ore in un ospedale di New York
Minsk
4 ore

Bielorussia, libero il giovane vallesano arrestato a Minsk

L'uomo era stato fermato domenica in relazione alle proteste contro i presunti brogli durante le elezioni presidenziali
Francia
8 ore

Coronavirus, Parigi e Marsiglia sono 'zone ad alto rischio'

Lo hanno decretato le autorità francesi, secondo quanto riporta la stampa transalpina. I prefetti potranno adottare misure più restrittive
Stati Uniti
9 ore

Usa, il giudice a Trump: 'Mostri prove del rischio di frodi'

I repubblicani dovranno dimostrare che in Pennsylvania esiste la possibilità di brogli con il voto per corrispondenza. Trump non vuole rifinanziare le poste
Estero
18 ore

A Lourdes pellegrini con mascherina

La tradizionale visita del 15 agosto sottostà alle severe norme anti covid. Il provvedimento riguarda il santuario ma anche gli spazi esterni
Confine
19 ore

Valgrande, ritrovati i due dispersi

Vigezzo, la vasta operazione di ricerca ha permesso di localizzarli sani e salvi. Sono stati sorpresi dal maltempo e hanno perso tempo prima di ripartire
Estero
20 ore

Bielorussia, liberati 1000 manifestanti

La decisione del Governo spotrebbe essere seguita da un'indagine sui motivi che hanno portato a un così elevato numero di fermi da parte della polizia
Estero
21 ore

Italia, allarme Covid: si avvicinano i 1000 focolai

La situazione sul fronte dell'emergenza sanitaria sta peggiorando. Diminuisce il numero delle Regioni toccate, ma vanno crescendo le trasmissioni
Estero
02.08.2020 - 20:160

Convention repubblicana a porte chiuse, fuori i giornalisti

Trump deve riunciare allo show della nomination, forse il partito non vuole essere trascinato nella sua sconfitta

Non era mai accaduto nella storia americana, almeno in tempi moderni: la convention repubblicana, ogni quattro anni uno degli eventi mediatici più seguiti, chiusa alla stampa, vietata agli organi di informazione. A fine agosto a Charlotte, in North Carolina, niente giornalisti, operatori televisivi, fotoreporter. "Una decisione sconsiderata", attacca l'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Ma la mossa rischia di tarpare le ali soprattutto a Donald Trump: quello che doveva essere lo show mediatico per rilanciare le sue chance di rielezione, infatti, è ormai ridotto a un semplice passaggio burocratico, dove un pugno di delegati - solo 336 su 2.500 - discuterà e voterà per tutti gli altri rigorosamente a porte chiuse.

La decisione senza precedenti di tenere fuori giornali, tv, radio è stata annunciata da un portavoce del comitato organizzatore della convention, e motivata ufficialmente con le restrizioni imposte dalle autorità locali alle prese con la lotta al coronavirus. Si vuole evitare insomma che l'afflusso in città di migliaia di persone comporti il rischio di una ulteriore impennata dei contagi. Così Donald Trump, che aveva già dovuto rinunciare all'oceanico bagno di folla sognato per mesi, ora non potrà avere nemmeno quella straordinaria copertura mediatica su cui sperava per avere una spinta decisiva nei sondaggi, quelli che a tre mesi dal voto lo vedono sempre più dietro al rivale Joe Biden, sia a livello nazionale sia nella decina di stati chiave come la Florida o il Texas: guarda caso i due più colpiti dal virus insieme alla California.

Come se non bastasse, non è detto che Trump accetti la nomination presidenziale con un discorso pubblico, magari trasmesso via streaming: negli ambienti della sua campagna e del partito si ipotizza anche una presenza di Trump a Charlotte solo per ringraziare privatamente i delegati. Altro che il mega comizio che era stato messo in cantiere dalla Casa Bianca a Jacksonville, in Florida, poi cancellato perché proprio nell'epicentro della pandemia. Il virus, dunque, non guarda in faccia a niente e a nessuno, e continua a stravolgere una campagna elettorale in cui molte delle prassi e delle regole sono ormai saltate.

Anche se alcuni osservatori, dietro all'inusuale decisione di tenere i media alla larga della convention del Grand Old Party, vedono dell'altro: un tentativo dell'establishment repubblicano, sempre meno allineato con la linea erratica del presidente, di limitare i danni per il partito, con una sovraesposizione di Trump che potrebbe risultare nociva. Perché il 3 novembre si voterà non solo per la Casa Bianca ma anche per il Congresso, e il timore è che Trump trascini con sé i candidati conservatori facendo perdere al partito anche il Senato. Del resto non sarebbe un caso che un esponente repubblicano del calibro di Mitch McConnell, leader dei senatori, abbia dato indicazioni ai candidati del partito di distanziarsi dalla linea del presidente se percepiscono che questa li danneggi.

 

© Regiopress, All rights reserved