Estero

Pechino: 'sotto controllo' il nuovo focolaio di Covid-19

Le autorità cinesi mettono sotto accusa i mercati di carne e pesce

18 giugno 2020
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Il coronavirus avanza a Pechino, ma a un ritmo più lento: il capo epidemiologo del Centro di controllo e prevenzione delle malattie cinese, Wu Zunyou, ha azzardato anche l'assicurazione che il focolaio del mercato all'ingrosso di Xinfadi sia ormai "sotto controllo". I contagi nella capitale da Covid-19 sono risultati mercoledì in aumento di altre 21 unità, meno delle 31 di martedì, portando il totale dei casi accertati in una settimana a quota 158. Wu, in conferenza stampa, ha spiegato che un alto numero di infezioni è stato riscontrato tra i venditori di frutti di mare, di carne di manzo e di montone, consolidando l'ipotesi che il virus abbia trovato un ambiente particolarmente favorevole nelle basse temperature e nell'alta umidità.

Nel mirino è finita la qualità dei mercati, su cui è calata la scure della Commissione centrale per l'ispezione e la disciplina, l'Anticorruzione del Partito comunista cinese, che li ha definiti "sporchi e caotici". Il focolaio di Pechino "non ci ha colti impreparati ma è stata una sorpresa, perché è capitato ancora in un mercato. Le autorità hanno trovato l'epidemia molto velocemente e chiuso altrettanto rapidamente la fonte, recidendo i suoi contatti", ha notato ancora l'esperto cinese. "Se Pechino non avesse preso subito le misure adottate, quello che è successo a Wuhan avrebbe potuto ripetersi", ha poi notato Wu, ricordando la città focolaio da cui si è mossa la pandemia che nel mondo ha colpito più di 7 milioni di persone e provocato oltre 450 mila decessi. Stimando il picco al 13 giugno, Wu ha quindi annunciato che l'infezione "è sotto controllo. Questo non vuol dire che non ci saranno nuovi casi domani. La curva proseguirà per altro tempo ancora, ma il numero di casi sarà sempre più basso". Secondo la spiegazione, i prossimi contagi non saranno "di nuova trasmissione, ma il risultato delle scoperte dei test" eseguiti a tappeto.

Solo oggi sono stati sottoposti a tampone migliaia di lavoratori della ristorazione dell'area di Sanlitun, nel vicino Workers' Stadium. La città, de resto, ha deciso di non abbassare la guardia, ma di rafforzare le misure legate al livello 2 d'allerta sanitaria: da domani tutti i servizi di autobus interprovinciali saranno sospesi. I test obbligatori restano per operatori dello Xinfadi, lavoratori in prima linea, professori e studenti. Necessario il tampone prima di qualsiasi viaggio, nel rispetto delle regole del luogo di destinazione. Divieto di spostamento per casi sospetti, asintomatici e per chi vive in zone ad alto rischio. Tra i netizen il signor Tang, 52 anni, il paziente numero uno del nuovo focolaio di Covid-19, è stato elogiato per il senso civico e la responsabilità mostrati, mentre la tv statale gli ha riservato una lunga intervista. Malgrado i sintomi anomali e l'assenza di febbre decise di farsi controllare: l'11 giugno, il tampone decretò la positività al virus. Ricordò con precisione spostamenti e incontri, incluse le due visite allo Xinfadi per l'acquisto di frutta, verdura e pesce. Il 12 giugno altri due malati, dipendenti del mercato all'ingrosso: prima dell'alba del giorno seguente, i 112 ettari di magazzini e banchi di vendita furono sigillati. Le prime misure draconiane che, secondo Wu, hanno impedito a Pechino di scivolare nell'incubo di Wuhan.

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