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Estero
20.09.2019 - 21:450
Aggiornamento : 22:54

Ambiente, il grido di milioni di studenti: 'Salviamo il mondo'

In ogni angolo del pianeta la chiamata del 'Friday for Future' è stata massiccia. Greta Thunberg ha esultato. E la Germania stanzia 100 miliardi per il clima

"Insieme stiamo cambiando il mondo. Questo è un momento di svolta". Greta Thunberg esulta: in strada in tutto il mondo sono scesi milioni di studenti, ma non solo loro.

La risposta alla chiamata del 'Friday for Future', lo sciopero di protesta contro l'inazione sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, è stata massiccia in ogni angolo del Pianeta: da Londra a Islamabad, da Berlino a Sidney. Persino a Kabul, con il corteo in marcia dietro a un blindato e scortato dai militari: forse l'immagine simbolo di una giornata di grande speranza per un'intera generazione.

Per le strade di New York, dove si trova la giovane attivista svedese divenuta leader del movimento che si batte contro il climate change, a marciare è stata una marea impressionante di giovani di tutte le età, con le scuole della Grande Mela che hanno dato il permesso a oltre un milione di alunni di lasciare per un giorno le lezioni in anticipo.

Qui la marcia è partita da Foley Square, a due passi dalla City Hall dove il primo cittadino Bill de Blasio ha diffuso una dichiarazione congiunta con i sindaci di Londra, Parigi, Los Angeles e Copenaghen: "Quando la tua casa è in fiamme, qualcuno deve suonare l'allarme. I giovani nelle nostre città, mostrando incredibile maturità e dignità, stanno facendo la cosa giusta".

Lo stato d'animo di una generazione che non ci sta ad ipotecare il proprio futuro traspare dalla marea di striscioni, cartelli improvvisati, bandiere, che hanno invaso le strade di centinaia e centinaia di città in decine di Paesi: "Salviamo il Mondo", "Vogliamo acqua e aria pulite", "Non c'è un Planet B", "La Terra è una", "Svegliatevi!".

Gli slogan si sono ripetuti ovunque e suonavano come un monito rivolto ai governi e ai leader mondiali che lunedì si ritroveranno al summit sul clima organizzato al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "I cambiamenti climatici minacciano la pace nel mondo", è stato il suo grido di allarme. "E' una corsa contro il tempo, è necessaria un'azione urgente se vogliamo vincere questa sfida. E dobbiamo farlo. Milioni di persone in tutto il globo lo chiedono".

La sfida più amara è quella che viene lanciata da Emma Linn, 18 anni, considerata la Greta canadese: 'No Future No Children', la sua campagna a cui stanno aderendo migliaia di giovani in tutto il mondo per dire che senza una vera svolta sul climate change non metteranno mai al mondo dei figli. Rinunceranno ad avere una famiglia, loro malgrado, se i leader del mondo continueranno a restare sordi agli appelli della scienza per azzerare al più presto le emissioni di carbonio.

Ma Donald Trump, uno dei principali bersagli dei manifestanti, reo di aver fatto carta straccia dell'accordo di Parigi e noto per il suo scetticismo sull'impatto delle attività umane sul clima, sembra determinato a snobbare anche il summit sul clima dell'Onu. Secondo quanto trapela infatti, il presidente americano lunedì sarà al Palazzo di Vetro, ma per partecipare a un incontro sulla libertà religiosa. E pazienza se all'atteso vertice dovrebbero presenziare leader come il britannico Boris Johnson, l'italiano Giuseppe Conte, il francese Emmanuel Macron o l'indiano Narendra Modi.

 

L'esempio viene dalla Germania: 130 miliardi entro il 2030

Attesa all'assemblea generale delle Nazioni Unite anche Angela Merkel, il cui governo ha appena varato un piano da decine di miliardi di euro per aggredire la crisi del climate change, con un pacchetto di misure che cominceranno ad entrare in vigore dal 2021.

Più precisamente la Germania di Angela Merkel mette sul piatto 100 miliardi di euro entro il 2030 (54 entro il 2023) per riconvertire l'economia nel segno della sostenibilità.

L'atteso pacchetto salva-clima di Berlino ha finalmente visto la luce dopo settimane di trattative serrate e 18 ore di liti ininterrotte nella coalizione di governo, complicate da una pressione mediatica senza precedenti, con la capitale tedesca assediata dalla più grande manifestazione per il clima mai vista finora.

L'obiettivo è diminuire le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e diventare 'neutrali' dal punto di vista climatico entro il 2050, ha annunciato la cancelliera in conferenza stampa dopo la maratona negoziale tra la sua Unione e i socialdemocratici che formano la Grosse Koalition.

Per raggiungere questi propositi ambiziosi però il pareggio di bilancio non verrà toccato. Le misure saranno sostenute senza fare nuovi debiti, sebbene si annunci per il futuro l'introduzione di green-bond all'interno di una strategia che punta a fare della Germania un centro della finanza verde.

La formula studiata a Berlino prevede dissuasione e compensazione, per spingere i cittadini verso un settore scoraggiandone un altro. La misura più importante del pacchetto, a detta del ministro delle Finanze Olaf Scholz, è quella che prevede l'introduzione di un prezzo per la produzione di gas serra nei settori della mobilità e della riqualificazione energetica degli edifici, secondo il principio che "chi più inquina più paga".

Il prezzo sarà calcolato con il sistema dei certificati di emissioni e crescerà in modo progressivo nell'arco dei prossimi anni a partire dal 2021. Riguardo alla mobilità, il governo prevede un aumento graduale della benzina e del diesel, dai 3 ai 10-15 centesimi al litro entro il 2026. Di contro saranno alzate le detrazioni fiscali sul carburante dei pendolari, in modo da compensare gli svantaggi dell'aumento della benzina, e saranno ridotte le tasse sul consumo di energia elettrica green.

Sul fronte della riqualificazione energetica degli edifici saranno incentivate le rottamazioni, in particolare delle caldaie a gasolio. Una loro sostituzione sarà sostenuta con incentivi del 40% dei costi. Ma a partire dal 2025 ne sarà vietata l'installazione, perché considerate di notevole impatto ambientale per la produzione di CO2. Come annunciato nei giorni scorsi, l'Iva sui biglietti aerei sarà aumentata, mentre sarà tagliata quella sui treni. Nuovo impulso infine sarà dato alle energie rinnovabili, che entro il 2030 dovranno raggiungere il 65% della produzione totale.

Dopo la presentazione del pacchetto, critiche sono piovute comunque dai movimenti ambientalisti, che ritengono le misure insufficienti. "Uno scandalo, non un passo avanti", lo hanno definito da Fridays for Future, mentre la co-leader dei verdi tedeschi Annalena Baerbock ha parlato di un'opportunità storica sprecata: "Il prezzo per la CO2 è ridicolo e arriva troppo tardi". "Ma la politica è fare quello che è possibile", aveva avvertito Merkel anticipando le critiche. (Ats/Ansa)

 

 

 

 

 

 


 
 

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