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'Una possibilità contro un milione' (Keystone)
Estero
27.06.2019 - 16:590

Brexit: Boris Johnson frena sull'ipotesi 'no deal'

Il candidato favorito per la leadership Tory e per Downing Street ribadisce di voler far uscire la Gran Bretagna dall'Ue il 31 ottobre

Boris Johnson frena sull'ipotesi di una Brexit no deal, pur insistendo a non scartarla, affermando oggi di quotarla solo come una possibilità "contro un milione".

Nel suo ultimo intervento sulla questione, il candidato favorito per la leadership Tory e per Downing Street ribadisce di voler far uscire la Gran Bretagna dall'Ue il 31 ottobre.

Poi aggiunge che "è assolutamente vitale prepararsi al no deal se si vuole ottenere un deal", spiegando di non credere che si arriverà davvero a un divorzio senza accordo con Bruxelles. Vedo una nuova aria di "buonsenso farsi largo", argomenta, bollando peraltro come "arcaica" l'arte di affidarsi ai rinvii e dicendosi convinto che non ci saranno elezioni anticipate prima della Brexit perché "sarebbe assolutamente folle".

Contro "le false promesse e lo pseudo patriottismo" imputati a Johnson si scaglia peraltro l'ex premier belga Guy Verhofstadt. Mentre Theresa May, a Osaka per il G20, dice di "sperare e credere" che il suo successore non proverà comunque a bypassare il Parlamento nei piani per la Brexit.

Alla Camera dei Comuni il fronte pro Remain prova intanto a giocare le sue ultime carte: con una proposta di emendamento al bilancio presentata dal Tory dissidente europeista Dominic Grieve e dalla veterana laburista Margaret Beckett che, se approvato, bloccherebbe i poteri di spesa dei ministeri in tutti i settori nel caso di una Brexit no deal non votata in Parlamento.

L'iniziativa - che potrebbe andare al voto martedì prossimo, ma solo a condizione che lo speaker John Bercow l'ammetta - è stata d'altronde già denunciata da Downing Street come irrituale e "assolutamente irresponsabile".

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