Estero
17.02.2019 - 10:020

Tensione in Albania contro il 'narco-Stato'

Mentre continuano le proteste di piazza contro il govrno, l'opposizione attacca duramente il presidente Rama: «Il suo govrno in mano ai narcotrafficanti»

«Le violenze? Se un popolo non può votare, la più grande violenza è la violazione del voto. Ci sono due capitali che protestano oggi: Caracas contro Maduro e Tirana contro Edi Rama. L'opposizione ha fatto tutte le concessioni e accettato tutti i compromessi possibili firmando un accordo nel maggio 2017. Ma Rama lo ha violato, come ha violato tutte le regole elettorali. Deve dimettersi e lasciare spazio a un governo di transizione che gli impedisca di gestire e manipolare il voto. Non ci sarà un avvenire per l'Albania se non sarà ristabilita la libertà di voto. A Tirana oggi governano banditi e narcotrafficanti».

Si alza pericolosamente il livello dello scontro in Albania, come confermano le parole Sali Berisha, intervistato dal Messaggero. Il leader storico del Partito democratico (centrodestra), che guida le proteste di questi giorni contro il governo a Tirana, ha aggiunto: «Anzitutto è una protesta contro il narco-Stato che comanda in Albania, che non segue alcuna regola di diritto e nel quale trafficanti e traffici di droga decidono su tutto e per tutti. Ma la ragione di fondo è la violazione massiccia delle regole elettorali denunciata dalla comunità internazionale nel rapporto dell'Osce per il quale nel 20 per cento dei casi il voto è stato comprato. Un paio di mesi fa è diventato parzialmente pubblico un lungo dossier con migliaia di intercettazioni di ministri e sindaci del narcopartito e narco-Stato di Edi Rama, da cui emergono infiltrazioni criminali in vari distretti per comprare i voti e imporre certi risultati».

Questa la richiesta verso Rama: «Che lasci e consenta la creazione di un governo provvisorio con l'incarico di preparare elezioni libere, conditio sine qua non per garantire la pace sociale in Albania. Due anni fa, il 19 maggio, firmammo un accordo per andare a elezioni, ma è fallito, non lo ha rispettato. Con Rama elezioni libere non sono possibili».

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