(foto Keystone/Franko)
Estero
26.11.2018 - 08:260

Fra Kiev e Mosca è crisi navale

Il presidente ucraino Poroshenko intende chiedere la legge marziale. 'Ma non è una dichiarazione di guerra'

Il governo di Kiev si è riunito d'urgenza in piena notte per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale, dopo l'incidente sullo stretto di Kerch, fra Mar Nero e Mar d'Azov.

Le forze armate russe hanno confermato l'incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia: si tratta di due unità militari cannoniere e un rimorchiatore.

Durante la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha annunciato che oggi, lunedì, chiederà al parlamento di dichiarare la legge marziale, precisando che questo però non significa "una dichiarazione di guerra". "L'Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno", ha assicurato il presidente, citato da Bbc.

Il ministero della difesa di Kiev ha tuttavia reso noto di aver diramato l'ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa. Poroshenko ha definito gli atti di Mosca "non provocati e folli".

Russia e Ucraina da domenica si stanno scambiando accuse di aver provocato la crisi, nella quale sono stati sparati dei colpi che hanno portato al ferimento di alcuni marinai ucraini. E' stato speronato un rimorchiatore ucraino che stava trainando due unità militari della Marina di Kiev attraverso lo stretto di Kerch, che divide il Mar Nero dal Mare di Azov, e la penisola di Crimea a est dal territorio continentale della Federazione russa.

Una violazione delle acque territoriali russe, secondo Mosca; un'aggressione non provocata secondo Kiev, che afferma di aver avvertito preventivamente la Russia del passaggio. Si tratta di una delle escalation più gravi fra i due Paesi vicini dopo l'annessione della Crimea alla Russia nel 2014.

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