Estero

Foa alla Rai fra stallo politico e pareri legali

Il nodo della presidenza è ancora lungi dall'essere sciolto e la soluzione rischia di slittare a dopo le ferie di agosto

Ti-Press
5 agosto 2018
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Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento italiano e se il nodo presidente Rai non si sbloccherà nelle prossime ore sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate.

Il presidente della Commissione di vigilanza Rai, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa (ormai ex amministratore delegato del gruppo 'Corriere del Ticino'). Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato.

Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un Cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il Cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per 'Un posto al sole'. Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare comunque fibrillazioni.

Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato attuale illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali.

Il primo a muoversi è stato il Codacons che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore televisivo. L’opposizione, dal Pd a Leu, chiede che si sblocchi subito la situazione e si convochi quanto prima la Vigilanza. "La maggioranza, dai vaccini alla Rai, fa solo disinformazione", attacca il deputato Dem Michele Anzaldi, secondo il quale il giurista Caravita "pronuncia parole definitive sul caso Foa".

"Chiederò – continua – che la Commissione di vigilanza raccolga la sua indicazione e presenti ricorso alla Corte costituzionale, se l’asserragliamento di Foa in Cda va avanti". C’è anche però chi la pensa diversamente da Caravita. "Il parere della Commissione di vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di diritto Amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo".

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