Keystone
Estero
03.04.2018 - 20:290

Allarme baby gang a Londra

Nelle ultime ore sono stati uccisi una 17enn e un 16enne. Un 15enne è rimasto gravemente ferito. È allarme sull'impennata di omicidi nella capitale del Regno

È morta fra le braccia della madre, accorsa in tempo solo per gridare il suo nome e raccoglierne l’ultimo respiro. Si chiamava Tanesha Melbourne e aveva 17 anni, uccisa da un colpo di pistola al petto, in una Londra sempre più violenta, nella stessa notte in cui a qualche chilometro di distanza un altro proiettile ha rischiato di spezzare la vita di un 16enne.

Gravemente ferito sulla scena di una specie di resa di conti tra adolescenti in cui un secondo ragazzo, che di anni ne ha appena 15, è finito bocconi sull’asfalto con lo squarcio d’una coltellata – per fortuna non mortale – in corpo.

Due episodi nel giro di un’ora, a segnare la sera di un lunedì di Pasqua di sangue. Due episodi che rilanciano l’allarme sull’impennata degli omicidi nella capitale del Regno. E soprattutto sul tributo di vittime giovani e giovanissime sacrificate ai riti delle cosiddette baby gang, nel cuore di tenebra di periferie neppure troppo lontane dalle luci, dai lustrini e dai lussi della swinging London del terzo millennio.

Il fatto più grave e irrimediabile è avvenuto a Tottenham, nella zona nord della città. Ed è stato come un flashback in sedicesimi della Chicago di Al Capone. Una vettura in corsa, il finestrino aperto, almeno tre colpi di pistola, un urlo, il sangue sul marciapiede. Tanesha è stata centrata forse per sbaglio. "Stava solo chiacchierando con le amiche, si è ritrovata in mezzo senza nessuna ragione", ha raccontato con le lacrime alla Bbc una 21enne che la conosceva e ha assistito con orrore all’accaduto.

"Era una ragazzina deliziosa, non mi risulta che avesse problemi con qualcuno", ha fatto eco una vicina di casa. Una ragazzina, più o meno dell’età dei sicari in erba che a quanto pare le hanno sparato. Criminali minorenni come quelli entrati in azione – quasi in contemporanea – a Walthamstow, periferia est: dove a cadere sotto il fuoco di un’arma è stato un 16enne ricoverato ora in condizioni critiche.

La polizia al momento tiene il riserbo. Il contesto dipinto dai media reca tuttavia le impronte delle violenze delle bande giovanili. Un fenomeno a sfondo sociale, talora razziale, che affligge Londra da anni. E che nel 2011 si è incrociato in modo drammatico con la rivolta delle periferie arrabbiate innescata dall’uccisione da parte di un agente – proprio a Tottenham – di Mark Duggan, 29enne nero di discendenze familiari caraibiche.

Un fenomeno che inquieta gli osservatori, gli stessi vertici di Scotland Yard (la cui comandante, Cressida Dick, non manca di chiamare in causa media e ’cattivi maestri’ del web), oltre alla politica. Downing Street ammette che si tratta di una situazione "inaccettabile", mentre i toni di conservatori e laburisti sono ugualmente preoccupati al di là degli scambi di accuse fra le presunte responsabilità dell’amministrazione municipale, guidata da un paio d’anni dal sindaco Sadiq Khan, del Labour, e quelle dei governi Tory dell’austerity per i tagli alla polizia.

Resta il fatto che il problema ha radici di anni e che la circolazione di armi da taglio è aumentata almeno del 50% dal 2000, mentre adesso comincia a diffondersi l’uso di pistole fra i minorenni. Come si è visto lunedì. Ma anche che in questo 2018 l’incremento degli omicidi pare aver subito un’ulteriore accelerazione: 47 in totale, con cifre superiori a New York per la prima volta da decenni sia a febbraio (15 contro 14) sia a marzo (22 contro 21).

Una realtà che spaventa per la tendenza e l’età media di vittime e carnefici, più che per i numeri assoluti in una metropoli da 8 milioni di abitanti. Destinata statisticamente a minacciare pure i giovani delle comunità di stranieri più vaste, come quella italiana. Che non più di un mese fa ha dovuto piangere – a Nottingham, non a Londra, ma comunque per mano d’una gang urbana inglese – la 18enne Mariam Moustafa: romana d’origini egiziane morta dopo 20 giorni d’agonia per il pestaggio d’un ’branco’ di sole ragazze.

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