Gabriele Putzu
Estero
03.02.2016 - 17:010

'El cartero', 'ndranghetista ai domiciliari

Sta male in cella. Lo stato detentivo gli causa un forma depressiva. E così è tornato a casa, agli arresti domiciliari, Vincenzo Cotroneo, l'uomo della 'Ndrangheta, che con i soldi della 'ndrina di Desio, riciclati a Lugano, avrebbe finanziato la Lombard Merchand Bank, la Centrofinanziaria Spa e la Confidi Nord Ovest, società che in poco più di un anno avrebbero inquinato il mercato italiano con fideiussoni false per un miliardo di euro. Già condannato in sede di udienza preliminare con il rito abbreviato a 8 anni di carcere per associazione mafiosa, ricettazione e usura nell'inchiesta della Dda di Milano del 2013, sulla banca clandestina di Seveso del boss Giuseppe Pensabene, Cotroneo il 19 gennaio è stato nuovamente arrestato su ordine di cattura del gip milanese Giuseppe Varone, per associazione a delinquere finalizzata nell'esercizio abusivo del credito con l'aggravante della trasnazionalità. Il nuovo filone dell'indagine aveva preso il via dall'attività della banca di Seveso, che aveva una smisurata disponibilità finanziaria, che una volta ripulita a Lugano grazie a Emanuele Sangiovanni, broker romano residente a Savosa, veniva successivamente investita in Italia, tramite alcune società ad hoc costituite in riva al Ceresio. È quanto scritto nelle motivazioni delle condanne inflitte al clan Pensabene. Motivazioni che stanno a dimostrare lo stretto collegamento tra l'Ndrangheta e l'organizzazione sgominata in occasione dell'operazione ''El cartero'' dello scorso mese, con l'emissione di 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere di cui una a carico di un banchiere ticinese nato a Lugano, residente a Chiasso, in occasione dell'acquisto delle quote di maggioranza della Lombard Merchand Bank di Milano, cancellata nel 2014 dalla Banca d'Italia, in quanto non aveva l'autorizzazione di operare sul mercato delle fideiussoni. Stesso destino lo scorso anno per le altre due società, anch'esse riconducibili al banchiere ticinese. Gli arresti domiciliari, su richiesta dei difensori gli sono stati concessi dal gip Varone qualche giorno dopo l'interrogativo, nel corso del quale il giudice milanese aveva contesto a Cotroneo di essere stato uno dei finanziatori, con i soldi della 'ndrina di Desio, della colossale truffa che ha consentito di incassare premi per 12 milioni di euro da clienti in Italia, Svizzera, Spagna, Romania, San Marino, Emirati Arabi e Stati Uniti.

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