Confine

Cernobbio mette in sicurezza il fiume Breggia

Portati a termine dal Comune italiano interventi per eliminare le piante infestanti nell'ambito di un progetto che interessa anche il Faloppia

Il Breggia quasi in secca in un’immagine di inizio luglio
(Ti-Press)
7 settembre 2026
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Il Comune di Cernobbio ha portato a termine – lungo 1,7 chilometri del fiume Breggia, prima di immettersi nel lago di Como – un suo intervento di messa in sicurezza del torrente, che più volte in questi anni ha superato la soglia di allarme: lavori per due milioni di euro, strategici “per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la salvaguardia del territorio, con l’obiettivo di proteggere persone, infrastrutture e ambiente”. Quanto realizzato da Cernobbio rientra in un ampio progetto che, si è appreso negli ultimi giorni, oltre al Breggia, interessa anche il Faloppia, che dal comasco entra in Ticino per immettersi all’altezza di Chiasso nel corso d’acqua al centro di un impegnativo progetto da 3 milioni di franchi, i cui lavori dovrebbero iniziare nei primi mesi del prossimo anno, con l’obiettivo di eliminare le piante infestanti lungo il torrente che tocca sei Municipi ticinesi e tre Comuni comaschi.

Insomma, quella in essere è l’occasione per una nuova e proficua collaborazione transfrontaliera – sempre che il Comune di Como accetti di partecipare, dando per scontata l’adesione di Maslianico e Cernobbio – dopo quella che ha visto Regione Lombardia e Ticino lavorare fianco a fianco. Questo perché siamo in presenza di un intervento non più prorogabile (840 mila franchi il costo complessivo) finalizzato al risanamento dell’erosione del fondo del fiume Breggia e al conseguente consolidamento delle opere idrauliche ammalorate. Oggetto dell’intervento anche una briglia posta a Pizzamiglio, cioè al confine tra Vacallo, Como e Maslianico. Tutti lavori (finanziati da Regione Lombardia) in capo al Consorzio Manutenzione Arginature del Basso Mendrisiotto, disponibile a intervenire anche sul suolo italiano.

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