Confine

Frontaliere in Svizzera, col reddito di cittadinanza in Italia

Undici in totale le persone che percepivano illegalmente contributi e sussidi pubblici scoperte nell'alto Lario da un controllo dei Finanzieri di Como

Volevano farla franca
(Ti-Press)
25 ottobre 2023
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I Finanzieri della Comando Provinciale Como, nell’ambito dei controlli finalizzati a verificare la corretta percezione di contributi e di sussidi pubblici, hanno individuato 11 persone, residenti nei Comuni dell’alto lago della provincia lariana, che hanno percepito, tra il 2021 e il 2023, il reddito di cittadinanza pur in assenza dei necessari requisiti di legge. Gli approfondimenti, svolti dalla Compagnia di Menaggio, hanno portato in evidenza significative incongruenze tra i dati dichiarati nelle istanze di sussidi presentate e le reali disponibilità reddituali dei percettori o dei loro nuclei familiari.

La casistica delle irregolarità constate è piuttosto variegata: due persone sono risultati lavoratori dipendenti, uno frontaliero in Svizzera, l’altro in Francia; altri percettori hanno invece omesso di dichiarare la presenza nel loro nucleo familiare di componenti con redditi, così da non superare i limiti cumulativi previsti per legge al di sotto dei quali è possibile richiedere il sussidio. Tra le persone controllate figura anche un titolare di partita Iva che non ha dichiarato al fisco tutti i suoi ricavi. Al termine degli accertamenti sono state inoltrate al competente ufficio apposite segnalazioni per l’interruzione immediata dell’erogazione del beneficio non dovuto con il conseguente avvio delle previste procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite pari, complessivamente, a oltre 135'000 euro. I percettori individuati, per i quali vige comunque la presunzione d’innocenza, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Como.

Dall’inizio dell’anno, i Reparti operanti nella provincia di Como hanno, complessivamente, effettuato 54 interventi in materia di reddito di cittadinanza, conclusi con esito irregolare (oltre il 78% del totale degli interventi effettuati). L’attività ha permesso di accertare una frode per circa 480'000 euro (di cui oltre 380'000 euro di contributi indebitamente percepiti e circa 100'000 euro di contributi indebitamente richiesti e non ancora riscossi).

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