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Keystone
23.05.2022 - 11:35
Aggiornamento: 17:10

Un anno fa la strage del Mottarone: ‘Abbandonati da tutti’

Lo sottolinea la madre di Elisabetta Personini e nonna del piccolo Mattia, 2 delle quattordici vittime del disastro della funivia a Stresa

"È passato un anno, ma nessuno si è fatto sentire. Ci hanno tutti abbandonato, non ci hanno fatto neanche le condoglianze. È peggio del ponte Morandi". Lo afferma la mamma di Elisabetta Personini e nonna del piccolo Mattia, 2 delle quattordici vittime del Mottarone.

"Vogliamo conoscere la verità e che giustizia sia fatta in fretta", aggiunge la donna, mentre cammina sulla montagna dove oggi, anniversario dell’incidente alla funivia, sono in programma l’inaugurazione di un cippo ai caduti e una messa.

"Fare giustizia è doveroso, la città di Stresa lo chiede con forza e vi abbraccia tutti", ha detto dal canto suo la sindaca della cittadina sul Lago Maggiore, Marcella Severino, rivolgendosi ai parenti delle quattordici vittime nell’anniversario della tragedia del Mottarone.

All’inaugurazione del cippo commemorativo la prima cittadina, visibilmente commossa, ha ricordato la domenica 23 maggio di un anno fa, quando la cabina n. 3 della funivia che dalle sponde del lago sale in cima alla montagna è precipitata. "Ricordo la disperata ricerca di un battito, di un respiro tra tutti quegli zainetti simbolo di un giorno che doveva essere di festa – ha sottolineato –. Invece c’era solo silenzio. Poi qualche giorno dopo le coltellate, quando si è scoperto che forse si poteva evitare...".

"Chiedere giustizia non fa tornare indietro le persone, ma è un dovere che le istituzioni devono garantire", le ha fatto eco a sua volta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

"È un momento doloroso per tutti – ha sottolineato il governatore – e credo che le istituzioni facciano bene ad onorare le vittime perché questa tragedia non cada nell’oblio".

Nell’omelia il parroco di Stresa don Gianluca Villa ha dal canto suo dichiarato che "la mancata giustizia sarebbe un diabolico freno a mano per la speranza e un cazzotto nello stomaco".

C’è anche Aya Biran, zia tutrice del piccolo Eitan, il bimbo unico sopravvissuto al crollo della funivia del Mottarone, all’inaugurazione del cippo dedicato alle quattordici vittime della tragedia nel suo primo anniversario.

Lacrime e commozione tra i parenti delle vittime presenti alla cerimonia, nel punto in cui un anno fa la cabina n. 3 della funivia fermò la sua folle corsa. Per l’emozione una signora ha avuto un piccolo malore.

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