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Ti-Press
24.04.2022 - 15:23
Aggiornamento : 15:39

Tenta la fuga in Ticino ma ha un incidente: arrestato truffatore

Un 30enne, inseguito dai carabinieri, si è schiantato a ridosso della dogana di Chiasso contro un’altra auto. Avrebbe truffato oltre 200 anziani

di Marco Marelli

Inseguito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto coinvolto in una truffa ai danni di oltre 200 anziani, residenti per lo più in Liguria, stava scappando in Ticino, ma è stato arrestato a ridosso della dogana di Ponte Chiasso. È accaduto venerdì in tarda serata, dopo che in via Bellinzona, con la sua autovettura, un trentenne ligure si è schiantato contro l’auto di turisti della Svizzera interna che stavano tornando a casa dopo le vacanze pasquali. Turisti rimasti illesi, ma nell’impossibilità di proseguire il viaggio, a causa dei danni alla loro autovettura.

Ad arrestare il trentenne sono stati i carabinieri della compagnia di Genova San Martino, gli stessi che venerdì mattina si erano recati nell’abitazione del giovane per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Non trovandolo si sono messi sulle sue tracce e, grazie ai mezzi tecnologici di cui dispongono le forze dell’ordine, sono arrivati sino a ridosso della frontiera. Il trentenne, si è poi appreso, è uno dei due ex dipendenti genovesi dell’azienda tedesca ‘Vorwerk’: fingevano di essere ancora in servizio e convincevano le vittime a dare indietro gli aspirapolvere ‘Folletto’ con la scusa di un difetto di fabbrica, promettendo che li avrebbero riportati indietro riparati. Aspirapolvere che, funzionanti regolarmente, venivano rivenduti su internet, grazie all’aiuto di altri due complici italiani, titolari di una ditta con sedi a Genova e Senise (Potenza) e specializzata in riparazione e rivendita di elettrodomestici per la pulizia della casa.

Per i quattro presunti truffatori l’accusa è di truffa, ricettazione e sostituzione di persona, con l’aggravate derivante dal fatto di aver profittato dell’età avanzata delle vittime. L’inchiesta, iniziata nel luglio 2020, ha accertato un danno complessivo, alle vittime e all’azienda, di circa 200mila euro.

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